Super Bonus 110%: confermato lo stop alla nuova cessione del credito: cosa sta succedendo

Super Bonus 110%: una situazione controversa e complessa quella legata al credito di imposta per il settore edilizio. Appare senza via d’uscita una situazione che porterà, nei prossimi giorni, a bloccare in via definitiva, l’erogazione della quarta tornata del credito.

Da una parte il denaro a disposizione sembra esaurito, ma questo lascia forti dubbi dal momento che siamo nel periodo clou dei Bonus e dei Sostegni con il nuovo piano da 14 miliardi di euro. Ma almeno stando alle banche italiane, come vedremo tra poco, lo stop pare inderogabile.

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Dall’altra parte, il Governo si è accorto solo adesso di avere erogato centinaia di bonus in maniera “frettolosa” ad aziende che non ne avevano il diritto e di conseguenza ha “decisamente stretto le maglie dei controlli”.

Dopo le piccole e medie banche, che in molti casi hanno già raggiunto la piena capacità di utilizzo del credito d’imposta, ora anche le due maggiori banche italiane – Intesa Sanpaolo e Unicredit – stringono i cordoni alla cessione del credito. In particolare, Intesa ha annunciato che da maggio non sarà più possibile trasferire altri crediti legati ai bonus edilizi relativi al 2021.

Intesa Sanpaolo, ha acquisito fin ora 4 miliardi di crediti d’imposta legati al Supebonus

Una nota di Intesa Sanpaolo sottolinea che la banca ha sempre dato continuità e sostegno al sistema impresa e famiglia anche quando la ricettività del mercato aveva subito una battuta d’arresto nella seconda metà del 2021, accettando di sostenere opere edilizie fino a quasi 20 miliardi di euro.

Se il la normativa di riferimento non cambia, è inevitabile un graduale rallentamento nell’acquisizione delle richieste fino all’uscita – aggiunge Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo ha finora acquisito oltre 4 miliardi di euro di crediti d’imposta legati ai bonus edilizi, di cui circa la metà relativi a società che hanno applicato il cosiddetto sconto sulle fatture e per un totale di circa 20 miliardi di richieste.

La musica non cambia ascoltando la “campana” di Unicredit. Alla luce del nuovo quadro normativo che consente la seconda e la terza cessione solo a banche e assicurazioni, Unicredit sta riscontrando un elevato volume di richieste che potrebbe portare al raggiungimento della massima capacità fiscale possibile per la cessione dei crediti. Alla luce di ciò Unicredit, che fino ad oggi ha svolto un ruolo primario nel mercato Eco/Sismabonus italiano e intende continuare a farlo, ha avviato un assessment interno al fine di massimizzare tutte le risorse disponibili e continuare a gestire al meglio i flussi.