Tumori del sangue: l’ultima frontiera per la cura sta dando i suoi frutti

Secondo gli studi condotti dai medici dell’Università della Pennsylvania alcuni tumori del sangue possono essere curati grazie ad un’innovativa terapia. Vediamo di cosa si tratta nello specifico

Si chiama immunoterapia Car-T l’ultima frontiera per la cura dei tumori liquidi. La ricerca in tal senso avanza e sta compiendo passi sempre più importanti.

Tumori del sangue
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La ricerca come fonte di salvezza. È questa l’unica strada percorribile allo stato attuale per far fronte ai tumori, che purtroppo in molti casi si rivelano deleteri. Per quanto concerne quelli relativi al sangue però ci sono delle importanti novità visto che le cure sono sempre più efficaci e meglio tollerate dai coloro che sono alle prese con le malattie.

Una delle ultime novità in tal senso è l’immunoterapia Car-T (acronimo di Chimeric Antigen Receptor T cell therapies), che secondo i ricercatori dell’Università della Pennsylvania può curare la leucemia linfocitica cronica, un tipo di tumore che riguarda il sangue.

Tumori del sangue: come funziona la nuova terapia Car-T

Andando nello specifico questo trattamento agisce direttamente sul sistema immunitario del paziente renderlo in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. La Car-T rientra tra le terapie avanzate derivanti dai progressi scientifici nel campo della biotecnologia cellulare e molecolare. Utilizzano specifiche cellule immunitarie (linfociti T) che vengono prese da un campione di sangue del paziente e modificate geneticamente e lavorate in laboratorio per poi essere immesse nuovamente all’interno del sangue della persona per poter così innescare la risposta alla malattia.

Sviluppata dall’Università della Pennsylvania è stata somministrata per la prima volta nel 2012 negli Stati Uniti ad una bambina di 7 anni che non rispondeva alle classiche cure. Finora si è rivelata molto efficace per alcuni tumori ematologici. Naturalmente a livello mondiale si continua a lavorare alla ricerca di altre soluzioni per cercare di sconfiggere questi brutti mali.

Insomma, il passo alle volte è più breve di quello che si possa pensare, ma bisogna continuare ad insistere per poter dare maggiori speranze a chi giornalmente si ritrova a combattere con queste patologie. Investire ancor di più nella ricerca può essere una scelta quanto mai saggia. Ognuno di noi può fare la differenza in tal senso.