I Buoni pasto stanno per essere aboliti? Cosa dice la nuova riforma del governo

La prossima gara Consip sui buoni pasto è sempre più vicina. Le imprese commerciali chiedono una riforma per regolare le commissioni 

La situazione è diventata troppo sfavorevole per gli esercenti, ma con un accorgimento del legislatore potrebbero guadagnarci tutte le parti in causa.

Riforma buoni pasto
Fonte Pixabay

I buoni pasto sono decisamente utili per i lavoratori che per via degli orari di servizio si ritrovano costretti a pranzare fuori. Questi titoli vengono erogati dal datore di lavoro e grazie a questi possono acquistare presso bar, ristoranti e supermercati convenzionati senza dover spendere soldi propri.

L’altra faccia della medaglia è quella delle imprese commerciali come ANCD Conad, ANCD Coop, FIDA e Fipe Confcommercio. Per loro questa situazione comporta non solo vantaggi (ovvero garantirsi una clientela sicura), bensì anche delle perdite piuttosto evidenti. 

Riforma buoni pasto: in che modo l’abolizione favorirebbe i soggetti coinvolti

Facendo un semplice calcolo si evince chiaramente la sproporzione per le attività. Se un lavoratore spende un buono pasto dal valore di 8 euro presso uno dei punti vendita convenzionati, il rimborso monetario per l’esercente è di 6,60 euro. Una differenza di 1,40 euro che rappresenta la commissione che guadagna la società erogatrice dei titoli.

Inoltre in molti casi i tempi di conversione dei buoni in denaro sono lunghi, il che di certo non è positivo per chi lavora. Per effetto di ciò, le società in questione hanno lanciato un avvertimento affinché la prossima gara Consip lasci in dote delle soluzioni per cercare di riequilibrare la situazione.

In virtù di ciò una soluzione congrua potrebbe essere l’abolizione del sistema dei buoni pasto. In che modo? Semplice. Se il legislatore abolisse le tasse su una quota di stipendio destinato ai lavoratori (pari alla cifra prevista attualmente per i buoni pasti), le aziende non avrebbero più motivo per richiederli. 

Al contempo le varie attività commerciali situate nei pressi dei luoghi di lavoro non andrebbero a rimetterci, anche se perderebbero una parte di clientela. I dipendenti sarebbero liberi di spendere il denaro in più in busta paga, scegliendo il posto dove mangiare o magari optando per il pranzo già preparato per risparmiare ciò che viene corrisposto in più. Insomma tutti felici e contenti.