Rincari, aumenta il prezzo di una delle bevande più consumate in Italia

Sorseggiare una tazzina di caffè è tra i principali piaceri della cultura italiana. Purtroppo però anche questa abitudine inizia a costare di più

In alcune zone del veneto ad esempio il prezzo è arrivato anche ad 1,20 euro a testimonianza di come la situazione stia sfuggendo di mano.

Tazzina caffè
Fonte Pixabay

Il periodo storico di certo non è dei più propizi, ma nessuno avrebbe mai potuto immaginare che anche il caffè potesse essere inghiottito dalla spirale dei rincari. Invece, a quanto pare anche la “tazzulella” decantata dal celebre Totò rischia di perdere la sua matrice popolare.

Andiamo a vedere dove si sono registrati i principali aumenti e quali sono state le reazioni delle associazioni di categoria. Naturalmente non può mancare una panoramica su cosa ha portato a questa incresciosa situazione.

Tazzina Caffè: le tappe che hanno portato al triste rincaro

In Veneto ad esempio il costo medio di un caffè al banco varia da 1,10 euro a 1,20 euro. Davvero tanto se si considera che nel cento-sud in alcune aree si paga 1,00 euro o anche 0,90 euro. 

Un trend che non piace per niente a Confesercenti secondo cui in questo modo si rischia di perdere una delle poche abitudini del passato ancora in auge. Certo non si tratta di un aumento eccessivo, ma un po’ alla volta si rischia di arrivare davvero ad un punto di non ritorno.

Questo scenario ovviamente non tiene conto della lecita maggiorazione che c’è quando si prende un caffè al tavolo, magari in un posto con una vista esclusiva. In quel caso il tutto è lasciato al libero mercato.

Naturalmente nulla avviene per caso e se ad oggi lo scenario è questo è frutto di un mix di fattori. Ad esempio oggi un chilo di caffè sfiora i 40 euro a fronte dei 36 di qualche tempo fa. La mazzata finale l’hanno data le restrizioni covid prima e la guerra poi.

I rincari delle bollette non possono lasciare indifferenti gli esercenti con consumi che sono passati dai 1000 euro ai 2000 euro al mese. L’auspicio è che il conflitto termini il prima possibile in modo tale da poter tamponare una situazione che sta diventando sempre più difficile da sostenere, sia per chi lavora, sia per chi consuma.