Non solo pasta e grano, rincari su tutto il cibo italiano

L’acquisto di pasta, biscotti e pane, come è accaduto poche settimane fa, potrebbe presto colpire ancora più duramente i portafogli dei nostri “malcapitati” cittadini, poiché l’aumento spropositato delle bollette energetiche aggrava gli effetti già avvertiti dalla crisi ucraina.

A causa dell’impatto dell’invasione russa, nell’ultima settimana i prezzi sono aumentati vertiginosamente per il grano tenero (grano tenero), utilizzato per prodotti come la pasticceria, perché l’Italia fa affidamento su quantità significative di importazioni dalla Russia e dall’Ucraina.

Rincari del cibo
Rincari alimentari

La prima settimana di guerra in Ucraina, come noto, ha portato a un aumento del 13% del costo del grano tenero in tutto il mondo, secondo l’organizzazione agricola Consorzi Agrari d’Italia (CAI).

D’altra parte, il grano duro (grano duro), che viene utilizzato per la pasta, ha visto finora una maggiore stabilità dei prezzi perché la percentuale delle importazioni italiane è inferiore a quella del grano tenero.

La situazione è sempre sul filo del rasoio e rischia sempre di “implodere”, a causa del netto aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

Russia e Ucraina sono importanti esportatori di grano verso l’Italia. Entrambi sono anche su scala globale: la Russia è il primo esportatore mondiale e l’Ucraina il quarto secondo le stime del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA).

Per quanto riguarda il prodotto più amato dagli italiani, la pasta, come detto il grano duro è stato finora meno colpito del grano tenero. Questo perché l’Italia importa molto più grano tenero da questi due paesi.

Non solo pasta e grano. Con la guerra in Ucraina molti prodotti alimentari hanno segnato un rincaro che le associazioni dei consumatori hanno definito allarmante. Guardando ai dati dati Istat, elaborati da Unione Nazionale Consumatori e l’indagine di Altroconsumo, ne è uscita una lista dei prodotti che hanno più subito più rincari al supermercato negli ultimi mesi.

La classifica dei prodotti più cari vede l’olio di oliva con un rincaro del 63,5%, seguita al secondo posto dalla farina con il 17,2% e il burro che sale del 15,7%.

Al quarto posto si piazza la pasta in generale, con il 14,1% in più, seguono poi il pollame che rincara del 12,2%, i vegetali freschi, sempre con un rincaro del 12% e i frutti di mare freschi (+10,2%). Anche i gelati sono aumentati e ciò preoccupa in vista dell’estate. Il rialzo è del 9,5%. Chiudono la classifica le uova e i succhi di frutta e verdura (+8,9%).

Nella top 20 troviamo invece il pane con +8,4%, seguito da frutta fresca (+7,8%), pesce fresco, margarina.