Bonus Edilizia e Superbonus, alcune novità che fanno tremare le aziende: cosa succede

Meno vincoli burocratici, orizzonte temporale più lungo, nel contempo maggiori controlli e regole chiare in termini di procedure e ambito di applicazione del superbonus 110%. E’ quello che chiede il mondo edilizio al Governo e al Mise. Ma come rispondono, da parte loro, le pubbliche amministrazioni?

Gli errori “grossolani” commessi dal Governo e dal Mise nel concedere “crediti facili” e a volte anche illegittimi, ha messo sulla strada maestra le P.A.

Regole più ferree e denaro concesso con meno facilità. Risposta totalmente opposta rispetto alle richieste delle aziende. Così si rischia il caos, il nuovo patatrac del settore, dicono i vertici delle imprese. Della serie per le colpe di pochi “furbetti”, pagano tanti onesti.

bonus edilizia
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Come sempre nel nostro Paese, ci si rende conto, a danno avvenuto, degli errori commessi. Ora si cercherà di applicare regole più certe per la cessione dei crediti, selezionando i clienti, e “stringendo decisamente le maglie”.

Si chiamano appunto clienti professionali e rappresentano una categoria verso le quale le cessioni del credito saranno decisamente facilitate. Insomma Governo e Mise adesso non sono più disposti a commettere errori di alcun genere.

Bonus Edilizia e Superbonus 110%: chi sono i clienti professionali?

In molti si chiedono chi siano davvero questi “correntisti professionali“.

Rientra in questa categoria il cliente che possiede l’esperienza, le conoscenze e la competenza necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni in materia di investimenti e per valutare correttamente i rischi che assume.

Nello specifico, i soggetti che sono tenuti ad operare nei mercati finanziari (siano essi italiani o esteri) rientrano tra quelli presenti in questo elenco:

  • banche e istituti di credito
  • imprese di investimento
  • altri enti finanziari autorizzati o regolamentati
  • imprese di assicurazione

E’ importante, naturalmente, esaminare anche il punto di vista di chi, dalla parte del mondo edilizio, non accetta di buon grado queste continue “controversie burocratiche”. Chiede regole chiare, trasparenza. Chi davvero è nella posizione legittima di aspirare ai contributi, non può dover scalare montagne.

Due lettere inviate alcuni mesi fa alle Istituzioni, da parte di Fondazione Inarcassa e Ordine degli Architetti di Roma e provincia dimostravano già, e non eravamo ancora nel pieno caos attuale, come nel settore edilizio serpeggi chiaramente da tempo il malcontento.

«Siamo di fronte a un paradosso, dice il presidente della Fondazione Inarcassa Franco Fietta, che aggiunge: abbiamo aspettato diversi mesi prima che la normativa si completasse. Tutto questo è davvero assurdo».