Un’estate di rincari sui prezzi alle porte: brutte notizie per gli italiani, ecco cosa ci aspetta

Sogni una piccola vacanza e sei tra i fortunati che ha un piccolo gruzzoletto da parte per potersela permettere? Potresti avere davvero brutte sorprese e “cadere dalle nuvole”, scoprendo che, in particolare, i prezzi dei voli, legati alla necessità delle compagnie aree di fare il paio con i rincari energetici, potrebbero alla fine convincerti davvero a rimanere a casa. 

La crisi risponde sempre presente e “colpisce forte” con rumore sordo e incessante sulle povere speranze di ripresa di famiglie e imprese di casa nostra.

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E’ un fatto innegabile. Le tariffe aeree sono in aumento poiché i prezzi del carburante più elevati e la forte domanda di viaggi fanno e faranno ancora aumentare il costo dei voli.

Guardando a chi non sta meglio di noi, il mese scorso i consumatori americani hanno speso 8,8 miliardi di dollari in biglietti aerei nazionali negli Stati Uniti, in aumento del 28% rispetto a marzo 2019, prima della pandemia di Covid, mentre le tariffe sono aumentate del 20%, secondo i dati dell’Adobe Digital Economy Index che è stato pubblicato martedì. Le prenotazioni sono aumentate solo del 12%.

Le tariffe più alte sono uno degli ultimi esempi di inflazione, che sta colpendo i consumatori nelle stazioni di servizio, nei supermercati e nel mercato immobiliare.

Ma costeranno di più anche gli alberghi, gli ombrelloni, le stesse sdraio. Cosa altro dobbiamo aspettarci? Viene da chiedersi se al peggio ci sarà mai fine: visto che alla fine i nostri stipendi rimangono “ancorati al palo”, come faremo ad affrontare queste nuove terribili spese?

E in Italia cosa succede? Ce la farà una buona media di cittadini di casa nostra a godersi una meritata vacanza con tutti gli aumenti che si prospettano?

Aerei, stazioni balneari, finanche prezzi dei ristoranti nelle città d’arte. Gli imprenditori della gastronomia, in particolare, alle prese con gli aumenti di luce e gas nelle loro strutture, in che modo del resto, mettiamoci nei loro panni, possono far quadrare i conti? Ci sono due soluzioni: abbassare la qualità della materia prima, con il rischio che un pubblico intelligente “faccia pagare cara” la scelta del prodotto non eccellente (ma c’è sempre chi è fortunato e giocherà sul fattore turismo straniero e sulla possibilità che un panino con cotoletta surgelata e insalata “preistorica” possa costare 12 euro all’ombra del Pantheon), oppure aumentare leggermente i prezzi delle portate. Comunque vada alla fine sarà una estate davvero “bollente”.