Imu 2022, nuovi sconti per le case in affitto: quanto si può risparmiare

Il proprietario di una casa in affitto può ottenere una consistente riduzione dell’Imu 2022 in alcuni casi specifici. Vediamo quali sono nel dettaglio

Naturalmente la tassa sul possesso dell’immobile non è dovuta dall’inquilino al quale è stato concesso in locazione l’appartamento.

Imu 2022
Fonte Pixabay

L’Imu è un’imposta piuttosto nota nel panorama italiano e va versata da coloro che detengono al proprietà di un immobile. Chi ha più abitazioni proprie si ritrova sul groppone più spese in tal senso, che ammortizza in parte se decide di concederne qualcuno in affitto.

Concentriamoci su questo particolare caso andando a vedere quali sono i costi da sostenere per le due parti in causa, ovvero inquilino e il locatore. Di seguito, ecco tutte le specifiche del caso.

Imu 2022: quanto si paga e cosa fare per ottenere uno sconto fino al 25%

In seguito all’abolizione della TASI (che prevedeva un corrispettivo tra il 10% e il 30%), l’IMU è rimasta per intero a carico del proprietario dell’immobile. Quindi gli affittuari sono esentati dall’imposta anche se si tratta di un’abitazione di residenza. Il tributo infatti resta legato alla proprietà.

L’onere quindi può gravare su questi soggetti:

  • il proprietario dell’immobile,
  • il titolare del diritto reale sull’immobile (compreso usufrutto),
  • assegnatario del bene a seguito di provvedimento del giudici, 
  • il concessionario per le aree demaniali,
  • il locatario per immobili in locazione finanziaria/rent to buy.

Dunque, il proprietario dell’abitazione residenziale concesso in affitto con contratto a canone concordato come ad esempio il noto 3+2, può versare una IMU ridotta al 75%, utilizzando quindi uno sconto del 25%. Una regola che nel 2019 è stata integrata con l’allargamento anche ai casi in cui si applica la cedolare secca.

Per quanto concerne il calcolo IMU per una casa in affitto è analogo a quello per gli altri immobili residenziali. Si procede con la rivalutazione del 5% della rendita catastale e si moltiplica per il coefficiente 160. 

Nei casi in cui si applica la cedolare secca, le agevolazioni d’imposta sulle rendite dell’immobile concesso in affitto non riguardano l’imposta sul possesso o diritto reale sulla casa. Quindi l’Imu si paga con la formula ridotta del 75% dopo aver calcolato l’imposta ordinaria con la consueta formula. Esistono poi ulteriori agevolazioni deliberate dal Comune per le quali è bene informarsi sugli appositi canali.