Quattro compagnie telefoniche nel mirino, le accuse sono pesantissime

Non una, bensì quattro compagnie telefoniche nazionali, stanno ricevendo pesantissime accuse, nelle ultime ore, e non è certo la prima volta, da parte dell’Antitrust. Pensate sia così facile chiedere il recesso da un contratto e usare mezzi “per così dire normali” per ottenerlo? Vi sbagliate di grosso!

Eppure per molti italiani, chiudere un contratto di telefonia potrebbe trasformarsi in un vero e proprio incubo, nel momento in cui, dall’altra parte, ignorano sistematicamente le tue richieste e continuano a inviarti fatture nonostante, di fatto, tu abbia chiesto l’annullamento del contratto.

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Antitrust: aperta istruttoria contro 4 compagnie telefoniche, cosa succede?

Cosa sta accadendo esattamente? In tempi di piena crisi dobbiamo ritrovarci addirittura ostaggio delle compagnie telefoniche, che continuano imperterrite a inviarci fatture, nonostante le richieste di recesso? Inoltre le accuse vanno ben oltre. Proviamo a capire cosa sta accadendo. Ad esempio si parla di veri e propri “atteggiamenti persecutori” per convincere gli utenti a non annullare il contratto, o ancora a palesi tentativi di rendere difficile o poco chiaro il procedimento per il recesso. 

L’istruttoria, spiega l’Antitrust, è stata aperta a seguito dell’”elevato numero di richieste di intervento pervenute” sulla base del “Disciplina delle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa.

Le accuse sono pesantissime: pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazione e delle clausole vessatorie.

Sempre nel bollettino, l’Agcm spiega che “gli interessati hanno il diritto di intervenire nel procedimento in corso”. Come a dire che oltre alle aziende coinvolte, anche i consumatori possono segnalare pratiche commerciali scorrette e poco chiare. Anzi, a questo punto di come si sono messe le cose, devono farlo per portare alla luce una situazione controversa e che certo non giova all’immagine di grandi aziende in tempi del genere.

In atto c’è una vera e propria guerra le Associazioni di Consumatori e le nostre compagnie telefoniche nazionali.

Il Codacons, l’organismo che coordina le Associazioni per la Difesa dell’Ambiente ei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, appena nel marzo scorso annunciava una nuova vittoria nei confronti di Telecom e Vodafone. I due operatori telefonici sono stati infatti sanzionati rispettivamente di 400mila euro (Telecom) e 500mila euro (Vodafone). I motivi della sanzione risiedono nella trasformazione da gratuiti a pagamento di alcuni servizi.

«L’Antitrust ha accolto la nostra richiesta, scriveva Codacons, sanzionando i due operatori telefonici. Le due società, a seguito dell’accertata scorrettezza delle pratiche, dovranno rimborsare gli utenti”.