IMU, come fare con l’acconto di Giugno? Le regole da seguire per i pagamenti

Andiamo a vedere quali sono le direttive in vista del pagamento dell’IMU case all’asta previsto per il prossimo 16 giugno

Si tratta di una particolare casistica d’immobili pignorati e poi rimessi nelle mani del custode giudiziario. Fino al momento dell’asta il vecchio proprietario perde il possesso ma non la proprietà.

Imu case all'asta
Fonte Pixabay

Il 16 giugno 2022 è una data piuttosto importante per chi possiede un immobile. Infatti è prevista la scadenza del versamento dell’acconto IMU 2022. Un aspetto che riguarda anche gli immobili all’asta. Ma cosa succede in questi casi?

Per essere chiari si tratta di un frangente piuttosto particolare, ovvero di immobili dapprima pignorati e quindi sottratti alla disponibilità del proprietario e rimessi poi nelle mani del custode giudiziario.

Il proprietario però nonostante perda il possesso non perde la proprietà almeno fino a quando la casa non viene acquistata da un altro soggetto tramite asta.

IMU case all’asta: tutto quello che bisogna sapere su questo particolare caso

Dunque per chiarire il tutto e comprendere chi paga è necessario partire da quello che è il presupposto del tributo. In ambito IMU il possesso è un concetto differente e riguarda il diritto di proprietà e altro diritto di godimento.

Quindi per quanto concerne la casa in affitto l’IMU va pagato dal proprietario e non dall’inquilino. Stesso concetto in caso di abitazione ceduta in usufrutto, il soggetto passivo IMU è l’usufruttario e non il nudo proprietario. 

Tornando al caso originario, un tassello importante è il decreto di trasferimento. In virtù di ciò fino al suddetto decreto, il soggetto passivo del tributo resta il contribuente pignorato, il quale non ha ancora perso la proprietà. Il solo atto di pignoramento non basta a trasferire la proprietà del bene.

Solo dopo il passaggio reale di consegne avvenuto dopo l’apposita asta, l’Imu è dovuta dal nuovo proprietario. Si deve comunque tener conto che il pagamento è dovuto in base ai mesi di possesso (viene considerato per intero il mese in cui il possesso si è protratto per più di 15 giorni).

Dunque tutto piuttosto chiaro e semplice. Chi è alle prese con queste situazioni non può far altro che sperare che l’immobile vada subito all’asta onde evitare di dover pagare una tassa praticamente a vuoto.