Taglio delle tasse, fino a 180 euro in più a fine anno: ecco a chi andranno

Mario Draghi ha annunciato alcuni cambiamenti per aiutare le famiglie in difficoltà diminuendo la pressione fiscale, ma basterà?

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La pressione fiscale in un periodo di crisi come questa sta diventando davvero insostenibile e sono molte le famiglie italiane che non sanno più come arrivare a fine mese.

Dall’introduzione dell’assegno unico familiare alla riforma dell’Irpef, il Governo sta cercando di adottare delle misure per ridurre la pressione fiscale e non gravare troppo sui redditi dei cittadini.

Pressione fiscale: fino a 180 euro a fine anno

Nel corso del congresso della Cisl a cui ha partecipato il nostro presidente del Consiglio Mario Draghi lo scorso 26 maggio, quest’ultimo ha dichiarato che le misure adottate fino ad ora (assegno unico, bonus, incentivi) porterebbero alla riduzione della pressione fiscale dello 0,4%, la “riduzione più consistente degli ultimi sei anni”.

Draghi ha continuato parlando dello stanziamento di 14 miliardi di euro che dovrebbero andare ad alleggerire il carico delle famiglie italiane, pagando meno tasse. Il Premier ha anche annunciato ulteriori incontri con il Governo per trovare una soluzione a questa crisi attraverso le riforme richieste da Bruxelles, ed avere accesso così alle risorse economiche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Alcuni rappresentanti della maggioranza hanno avuto un incontro con Roberto Garofoli, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, i quali hanno trovato un accordo circa la riforma delle partite IVA, oltre a quella precedentemente già accetta del catasto. L’accordo fondamentale è che la legge delega ponga al suo interno una norma che vieta categoricamente ogni possibilità di inserire un aumento della pressione fiscale in questo provvedimento.

L’Unione Giovani Dottori Commercialisti, però, ha conteggiato l’effettivo risparmio per ogni famiglia italiana a seguito della riduzione dello 0,4% della pressione fiscale annua.

Come riportato dal Quotidiano Nazionale, il risparmio effettivo della “riduzione della pressione fiscale più importante degli ultimi sei anni”, promossa in questi termini da Mario Draghi, è di appena 96 euro l’anno per coloro che hanno un reddito lordo di 24mila euro. Va un po’ meglio per coloro che hanno un reddito di 32mila euro lordi l’anno, si parla in questo caso di 128 euro l’anno di risparmio. Mentre il massimo del risparmio sul taglio delle tasse proposto dal Governo è di 181 euro e vi si potrà accedere solo se si dispone di un reddito lordo annuo di 45mila euro. Insomma più si guadagna, più si risparmia.

Massimiliano Dell’Unto, consigliere nazionale dell’Unione giovani dottori commercialisti, ha espresso la sua preoccupazione circa questa riduzione della pressione fiscale dello 0,4% e della sua reale utilità, visto che “non tiene nella giusta ed equa considerazione i redditi bassi”. Secondo Dell’Unto servirebbe un provvedimento di “detassazione e decontribuzione ponderato su specifiche voci retributive” per far sì che queste misure abbiano un effettivo impatto nell’economia di una famiglia.