Superenalotto, il Jackpot fa sempre più gola: cosa sta succedendo in bar e tabacchi

Il Superenalotto è diventato ancor più avvincente. Il nuovo Jackpot da record ha dato il via ad una nuova ondata di giocate anche tra i meno abituali

La cifra in palio potrebbe cambiare la vita di molte persone, ragion per cui in molti in questa fase stanno provando ad indovinare la combinazione vincente.

Superenalotto
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Il 6 al Superenalotto non è arrivato nemmeno nell’estrazione dello scorso 28 maggio. L’attesa si fa sempre più elettrizzante, perché nel frattempo come è logico che sia il Jackpot continua a salire.

Attualmente si assesta sui 215 milioni di euro. Una cifra da record, ancor più alta di quella  vinta nel 2019 quando un fortunato vincitore di Lodi con appena 2 euro riuscì a mettere le mani su ben 209 milioni di euro.

Superenalotto, le migliori vincite del recente passato che sono rimaste nella storia

In virtù di ciò sia tra i più avvezzi e anche tra coloro che solitamente non ci provano più di tanto, sono aumentate le giocate al Superenalotto. D’altronde la possibilità di mettere le mani su un bottino così consistente rappresenta un sogno ad occhi aperti, che però ha un altissimo coefficiente di difficoltà.

Non esiste infatti un criterio secondo cui possano essere estratti dei numeri anziché altri. Il tutto è frutto del fato o della fortuna. Per questo ogni tentativo è caratterizzato da una “logica” del tutto persone. C’è chi si gioca dei numeri che ritiene fortunati, altri invece si affidano alla scaramanzia o chi ancora si rifà a quelli che non escono da molto tempo. Insomma la fantasia vola, soprattutto di questi tempi, dove bar e tabaccherie sono ormai prese d’assalto.

Facendo un tuffo nel passato l’ultima volta che qualcuno ha centrato il magnifico 6 risale al 2021 in provincia di Fermo con un premio da 156 milioni di euro. Già menzionata quella record del 2019, tra le altre vincite piuttosto importanti spiccano quella del 2010 (177,7 milioni di euro), del 2016 a Vibo Valentia da 163,5 milioni di euro, del 2009 da 47,8 milioni di euro a Bagnone (Massa-Carrara) e del 2010 a Parma e Pistoia da 139 milioni di euro.

Leggermente più basse ma comunque piuttosto consistenti sono quelle del 2018 a Caltanissetta (130,2 milioni di euro), da 100,7 milioni di euro nel 2008 a Catania, da 94,8 milioni di euro del 2012 sempre a Catania e da 93,7 milioni di euro del 2017 a Mestrino in provincia di Padova.