Benzina, brutta sorpresa al distributore: sta succedendo adesso

Il costo del carburante non smette di salire, e il rischio è che lo sconto promosso dal governo non basti più a calmierare la situazione. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. 

Il costo del carburante non smette di salire e i consumatori continuano a restare fortemente preoccupati sul futuro. Nella giornata di ieri 31 Maggio 2022, il prezzo medio dei self service è salito a quota 1,9 centesimi al litro, mentre il servito ha già superato quota due euro al litro.

benzina record
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Per fortuna, almeno il gasolio non ha visto aumentare il suo prezzo in questi giorni. Preoccupa molto il fatto che questi incrementi stiano arrivando mentre lo sconto predisposto dal governo Draghi grazie al taglio delle accise è ancora in corso. 

Benzina, la proroga del governo arriva fino all’8 Luglio, e sul dopo non vi è alcuna certezza

Questo significa infatti che se il governo non decide di optare per una nuova proroga, nel momento in cui questa cessa, i prezzi schizzeranno di nuovo alle stelle mettendo in forte difficoltà milioni e milioni di italiani. Questo nuovo aumento sembra essere stato causato principalmente dalle quotazioni internazionali del Brent, che risulta al momento in salita come prezzo sui 116 dollari. Come spiegato in precedenza, in Italia i prezzi che stiamo al momento ritrovando nei distributori, risultano già scontati dal taglio sulle accise.

La misura scadeva infatti alla fine del mese di Aprile, ma si era deciso di prorogarla fino alla data dell’8 Luglio. Cosa accadrà dopo questo termine non è dato saperlo. Di sicuro se il governo non rinnova la proroga, i prezzi si alzeranno. 

Come funziona il taglio delle accise varato dal governo nel mese di Aprile

ìLa norma varata da Draghi contro il cari carburante, prevede uno sconto di 25 centesimi sul prezzo finale ottenuto tramite il taglio delle accise anche se, considerando anche l’Iva all’interno di questo calcolo è in realtà pari a 30, 5 centesimi sul costo di diesel e benzina, e di 10,4 centesimi per quanto riguarda l’acquisto del Gpl. Certo, manca ancora più di un mese alla scadenza di questa proroga, ma i prezzi nell’arco di tutto quest’anno non sono mai scesi e difficilmente lo faranno adesso, con un conflitto, quello iniziato da Putin in Ucraina a fine febbraio, che oltretutto aggrava ancora di più questa situazione.

Le associazioni a difesa dei consumatori ormai da tempo però si rifiutano di imputare le cause dell’aumento carburante alla guerra in corso su suolo ucraino. 

Secondo le associazioni dei consumatori questi rincari non hanno nulla a che fare con la guerra in Ucraina

Un’obiezione legittima e pertinente, considerato che comunque i rincari energetici sono iniziati già lo scorso anno, quando questo conflitto non era minimamente pronosticabile dagli analisti internazionali. L’accusa è invece che questi inspiegabili aumenti dei prezzi su diesel, benzina e gasolio, siano frutto di una vera e propria speculazione internazionale.

Ci sono anche alcuni analisti internazionali che sostengono però una tesi molto diversa. Secondo la loro opinione non bisogna infatti trascurare il ruolo geopolitico svolto dalla Cina in questi rialzi record del carburante. Da una parte potrebbe infatti aver influito la fine del lockdown a Shangai che ha logicamente fatto subito impennare la richiesta di carburante da quella parte del mondo, che con le chiusure era arrivato ai livelli minimi di utilizzo.

E poi avrà anche influito il recente embargo sul petrolio russo varato dall’Unione Europea, visto come la mossa finale che mette fine a dei veri rapporti commerciali pacifici tra la Russia e il vecchio continente.