Benzina, il prezzo non smette di salire: cosa dicono gli ultimi dati del governo

Il prezzo della benzina non smette di salire nonostante il taglio sulle accise deciso dal governo. Vediamo nel dettaglio cosa dicono gli ultimi dati pubblicati. 

Il taglio sulle accise disposto dal governo Draghi nel mese di Aprile del 2022 non sembra aver sortito gli effetti sperati. Si tratta di una norma che era stata varata alla scopo di contenere gli enormi incrementi sul prezzo del carburante degli ultimi mesi, e che inizialmente aveva effettivamente contribuito a far scendere il prezzo di benzina e gasolio.

benzina record
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Subito dopo però il prezzo del carburante aveva nuovamente ricominciato a salire vanificando parte dell’intervento statale e costringendo così il governo a dover approvare una nuova proroga. 

Benzina, ecco i prezzi aggiornati forniti dall’Osservatorio del Ministero dello Sviluppo Economico

Al momento, secondo gli ultimi dati forniti dallOsservaPrezzi del Ministero dello Sviluppo Economico, il prezzo del carburante nei self-service si attesta intorno a 1,9 centesimi al litro, mentre sul servito, ha già superato quota due euro. Numeri che fanno ben comprendere quanto lo sconto di 25 centesimi dovuto al taglio delle accise non sia più in grado di calmierare in modo efficace gli incrementi. Il taglio complessivo in realtà arrivava fino a trenta centesimi al litro, tenuto conto anche dell’Iva, e per quanto riguarda il Gpl, questo era nello specifico di 8,5 centesimi.

Ma perchè il prezzo del carburante in queste settimane è tornato nuovamente a salire a livelli record? Una prima spiegazione risiede nel fatto che il greggio continua a vedere le sue quotazioni al rialzo e al momento un barile di Brent si attesta intorno ai 120,48 dollari. 

Il costo del carburante è sempre più alto, ecco a cosa sono dovuti gli ultimi incrementi

Aumenti che probabilmente sono dovuti anche alla chiusura positiva in borsa dei prodotti petroliferi che si trovano nel Mediterraneo. Resta comunque il fatto che i prezzi sul territorio del carburante continuano ad aumentare di giorno in giorni, e il timore di ritrovarsi in una situazione simile a quella di tre mesi, quando i consumatori terrorizzati svuotano i distributori nel timore che il costo salisse ancora, è più che mai concreto.

In tal senso, preoccupa molto anche un report redatto di recente dall’associazione Coldiretti, perchè i rincari energetici aumentano il costo del trasporto dei prodotti, e incidendo di conseguenza in modo significativo anche sul costo dei beni alimentari, per certi versi anche più delle conseguenze della guerra in Ucraina di cui tanto si discute. 

I dati forniti dall’ultimo report di Coldiretti non sono per nulla confortanti per le famiglie italiane

Nello studio, si evince come nelle ultime settimane i prezzi di molti beni alimentari sono cresciuti a una media del 7 per cento, con alcuni prodotti però che hanno toccato anche quota 70 per cento di rialzo sul prezzo, come ad ad esempio l’olio di semi ( E questi si che è una conseguenza diretta della guerra in Ucraina).

Inoltre, sempre la Coldiretti ha realizzato un sondaggio per capire se e quanto le abitudini di acquisto degli italiani erano cambiati a seguito di questa crisi, fatta sia di rincari energetici che alimentari. Il risultato è stato che un italiano su tre ha dichiarato che ormai acquista soltanto il prodotto che ha il prezzo più conveniente, e circa sei su dieci, si sono ritrovati a dover tagliare in modo brusco il loro budget mensile sulla spesa alimentare.

Numeri sconfortanti che purtroppo sembrano preludere ad un’altra crisi economico che forse vedremo compiutamente arrivare a settembre, che rischia di dare il colpo di grazia a milioni di famiglie che erano già state duramente provate dalle conseguenze della pandemia.