Riforma pensionistica, il piano del governo per il 2023: a che età si andrà in pensione

Si viaggia verso il graduale addio alla Quota 102, entro fine anno, e il passaggio a Quota 104. Cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Con queste valutazioni, nello scorso mese di ottobre, il Governo dava il via all’atteso “repulisti”, segnando di fatto la fine della fin troppo poco amata Quota 100, considerata dagli esperti come uno dei più grandi errori della storia recente.

Pensioni
Fonte Pixabay

Con due paletti ben precisi, però, i partiti hanno provato a trovare un accordo che di fatto non era non facile: bisognava allontanarsi dal sistema delle quote, più volte bocciato anche dall’Europa, e non far salire troppo le risorse previste per le pensioni dalla legge di bilancio, con solo 600 milioni nel 2022.

L’altro grande capitolo ancora aperto della manovra, oltre a quello fin qui ampiamente affrontato delle pensioni e in particolare delle pensioni anticipate, è quello delle tasse: come utilizzare gli 8 miliardi stanziati nella manovra. 

La discussione è come modulare il taglio del costo del lavoro da parte delle imprese e dalla parte dei lavoratori. Si pensa al taglio dei contributi per i lavoratori, alla proroga del bonus Irpef che oggi è di 100 euro o al taglio della terza fascia (ma oltre ad essere molto costoso, aiuterebbe – argomenta da sinistra – soprattutto i più ricchi).

Ma torniamo alla questione 104 e proviamo a spiegare di cosa si tratta.

La riforma previdenziale si candida a diventare il tema caldo dei prossimi mesi.

Infatti da qui alla fine dell’anno quando non ci sarà più Quota 102, la soluzione ponte individuata in extremis dal Governo per sostituire Quota 100 nel tentativo di sviluppare una sintesi che soddisfi tutti.

E soprattutto si eviti di tornare al Fornero con l’uscita a 67 anni, mentre il leader leghista Salvini è già sul piede di guerra.

Dal 2023 pensionamento al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione indipendentemente dall’età. Questa è la riforma su cui sta lavorando la maggioranza. Il nuovo progetto di riforma delle anti pensioni – Fornero è stato ribattezzato quota 41.

Le prossime elezioni politiche sono vicine e il governo sta valutando se sia opportuno mettere mano alle pensioni o lasciare la patata bollente a chi arriva dopo.

La Lega spinge per far scattare il nuovo sistema pensionistico da inizio anno 2023, ovvero quota 41, quando scadrà la quota 102. Il sistema prevede l’uscita per tutti al raggiungimento del quarantunesimo anno di contribuzione indipendentemente dalla soglia personale.

Estendere questo sistema a tutti i “pensionati”, però, potrebbe essere davvero molto gravoso per le nostre finanze pubbliche.