Scadenze fiscali, giugno sarà un mese di fuoco: il motivo

Avete di certo presente quando da piccoli avevamo paura dell’uomo nero nascosto nello stanzino in cantina? C’è da poco fare, sarebbe meglio tornare bambini, almeno quelle erano fantasie e basta, perché il Fisco con le sue scadenze è la realtà che fa tremare davvero gli italiani.

Non bastavano due anni di pandemia con centinaia di imprenditori che hanno visto chiudersi la loro serranda, con il loro sogno trasformarsi in un amaro “Affittasi”.

Ci mancava pure il conflitto russo-ucraino, con la maledetta dipendenza dell’Italia da quel 40% di gas in arrivo da Mosca e dintorni, a complicare le cose, a gettare benzina sul fuoco che divampa sempre di più con i suoi rincari.

fisco. Pixabay

E se da una parte il Governo da’, tende una mano, con i suoi Bonus e la sua politica di sostegno ai cittadini meno abbienti che non sono certo pochi, dall’altra il Fisco ci attende al varco con le sue scadenze. Guai a sbagliare, guai a omettere. L’Agenzia delle Entrate non perdona.

Se manchi una scadenza fiscale, l’Agenzia delle Entrate può colpirti duramente con sanzioni e interessi.

Ad esempio, la sanzione standard per la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi annuale in tempo è del 5% dell’importo dovuto per ogni mese in cui la dichiarazione è in ritardo. 

Se paghi le tasse in ritardo, la penale mensile è dello 0,5% dell’importo non pagato, fino al 25% dell’importo dovuto, più gli interessi sulle tasse non pagate.

Penalità simili si applicano per il mancato rispetto di altre scadenze. E potrebbero esserci anche altre conseguenze negative per il ritardo, come la perdita di una preziosa agevolazione fiscale.

Scade il 30 giugno uno degli adempimenti che più preoccupano gli addetti ai lavori: l’autocertificazione degli aiuti Covid. Otto pagine in cui mappare e navigare tra mancati fondi, detrazioni fiscali ed esenzioni messe a disposizione per permettere di superare le difficoltà legate alla crisi economica 2020-2021. Insomma, quello che abbiamo avuto, dobbiamo in qualche modo ridarlo!

Per la dichiarazione degli aiuti Covid, ricordiamolo, la richiesta di proroga al 30 settembre è già stata fortemente avanzata da professionisti e categorie produttive.

Tra l’altro, non va dimenticato che il termine per il rimborso del saldo 2019 e del primo anticipo Irap 2020 senza sanzioni e interessi, per i quali è stata disposta l’esenzione dal decreto Rilancio, scade, nel caso in cui i limiti del quadro temporaneo della Commissione UE sono stati superati. Una scadenza già posticipata cinque volte che quindi non può attendere.