Superbonus 110, modifiche alla cessione del credito: cosa cambia per i cittadini

Sono molteplici le novità inerenti il Superbonus 110% volute dal Governo Draghi. Vediamo da qui all’anno nuovo quali sono le principali innovazioni in tal senso

Tra queste c’è anche un cambiamento sulle regole di cessione del credito oltre agli adempimenti burocratici per avviare i lavori e ottenere la detrazione.

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Sono trascorsi circa due anni da quando il Superbonus 110% è entrato a far parte delle vite degli italiani. Voluto dall’allora Governo Conte e inserito nel decreto Rilancio nel corso del tempo come è giusto che sia è mutato parecchio.

Andiamo a scorgere le principali differenze da quando è stato concepito ad ora. Il Governo Draghi non ha mai nascosto di non essere propriamente propenso a questo provvedimento, almeno come è stato ideato inizialmente. In virtù di ciò vediamo com’è cambiato nel tempo e cosa bisogna aspettarsi fino al 2023.

Superbonus 110%: cosa cambia grazie alle ultime novità

Una delle questioni di maggior interesse è quella relativa alla cessione del credito. Inizialmente non erano previsti limiti al numero di cessioni effettuabili. In questo modo però si sono create frodi e problematiche in merito al riconoscimento dei crediti reali rispetto a quelli fittizi.

Quindi è stato studiato un meccanismo che riconosce il numero di cessioni eseguite. Il tutto grazie ad un codice affisso a ciascuna di esse che consente di identificare la fonte concessionaria e il destinatario della cessione.

Per effetto di ciò il Governo aveva fissato in un massimo di tre le cessioni effettuabili. Ha poi aperto alla quarta a partire dal 1 maggio 2022. Quest’ultima può essere eseguita solo da intermediari finanziari o istituti di credito controllati dalla Banca centrale.

Tra le altre novità di spicco c’è la proroga approvata per le villette unifamiliari rispetto al termine del 30 giugno. Una necessità legata al fatto che molti cantieri sono rimasti bloccati o comunque hanno dovuto rallentare per via della difficoltà di reperimento delle materie prime dovuto agli effetti della guerra in Ucraina. Quindi, si potrà richiedere il bonus per le suddette abitazioni fino al 30 settembre 2022.

Sono rimasti intatti però gli obiettivi per la quale è stato introdotto, ovvero favorire la riqualificazione energetica degli edifici, incentivare la ristrutturazione degli immobili più vecchi o il restauro degli edifici storici.