Aiuti di Stato Covid, il Fisco vuole vederci chiaro e fissa una scadenza

Nonostante i contagi di Coronavirus non abbiano certo cessato di “tormentare” il nostro Paese, seppur calati vistosamente, l’emergenza sembra solo un lontano ricordo. 

Tanto è vero che le misure di sicurezza sono state alleggerite vigorosamente. Soprattutto i Governi, Fisco in testa, sono pronti clamorosamente a riprendersi con gli interessi quegli “aiuti di stato” concessi con troppa leggerezza.

euro Adobe Stock
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Adesso il Fisco vuole indagare fino in fondo e capire quali sono le aziende che hanno usufruito delle agevolazioni, ed è pronto a sferrare i suoi colpi di mannaia per punire chi non aveva diritto e legittimità ai sostegni.

Poco importa se, nel caso dell’Italia, a concederli è stato un Governo “fragile e ballerino”. Ora l’Agenzia delle Entrate chiede, senza mezzi termini, alle imprese un’autodichiarazione degli Aiuti anti-Covid.

C’è un limite di tempo per presentare la documentazione che aprirebbe la strada ad una indagine bonaria. Al contrario, in mancanza di qualsiasi punto di riferimento, il Fisco farà scattare i suoi “bulldozer” pronti a mordere chi ha trasgredito.

La Ue si è mossa per tempo dallo scorso marzo, “disegnando la via”. Stop ai rimborsi di Stato e soprattutto chiarezza sui destinatari delle risorse

Norme UE più flessibili che hanno consentito ai governi europei di concedere oltre 3 trilioni di euro (3.14 trilioni di dollari) in aiuti di Stato a migliaia di aziende colpite da virus negli ultimi due anni scadranno il 30 giugno.

L’Europa dice basta: gli aiuti Covid hanno pesato troppo sull’economia interna di paesi come l’Italia.

Di questa cifra, sono stati effettivamente spesi circa 730 miliardi di euro: lo ha affermato la Commissione europea.

Tuttavia, le misure di sostegno agli investimenti continueranno fino alla fine di quest’anno e le misure di sostegno alla solvibilità fino alla fine del 2023.

L’esecutivo dell’UE ha affermato che valuterà entro la fine dell’anno se estendere oltre il 31 dicembre norme più semplici sugli aiuti di Stato volti  ad aiutare le aziende sconvolte dalle sanzioni imposte alla Russia.

Intanto il Fisco non ne vuole sapere e va avanti per la sua strada. Chiede i documenti di chi ha percepito e soprattutto quanto.

I commercialisti non ci stanno e chiedono, ufficialmente, di spostare la scadenza del 30 giugno 2022 almeno al 31 ottobre di questo stesso anno.

La complessa esigenza di differire l’autodichiarazione aiuti di Stato Covid-19, di 4 mesi, è espressa in una lettera inviata dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti (CNDCEC), Elbano de Nuccio, all’Agenzia Entrate. La categoria spinge per una proroga.