Demenza e alzheimer: se non senti più gli odori … i sintomi da non trascurare

I primi sintomi di demenza sono sconvolgenti e quando arrivano, aprendo di fatto la strada a malattie devastanti come l’alzheimer, non puoi credere a quello che ti sta accadendo.

Andavi in bicicletta, nuotavi in piscina, ti piaceva andare a ballare. Ora non sei nemmeno più in grado di vestirti da solo, dimentichi le cose più banali, soprattutto non sei più autonomo.

Alzheimer, fonte pixabay
Alzheimer, fonte pixabay

La regressione cerebrale legata all’alzheimer non si può bloccare: non tornerai mai più come prima. Oggi i progressi della medicina, seppur capaci di compiere notevoli passi avanti, sono in grado solo di rallentare la malattia.

Nel lontano 2011, i criteri diagnostici clinici per la diagnosi effettiva della demenza della malattia di Alzheimer sono stati rivisti e le linee guida di ricerca per le fasi iniziali della malattia sono state caratterizzate da nuovi punti base, per arrivare a riflettere più a fondo e ottenere una comprensione più profonda del disturbo. Lo sviluppo delle nuove linee guida è stato voluto dal National Institutes of Health e dall’Alzheimer’s Association.

Le linee guida del 2011 differiscono dai criteri diagnostici del 1984 per alcuni aspetti fondamentali.

  • Riconoscere che il morbo di Alzheimer progredisce in uno spettro con tre stadi: uno stadio preclinico precoce senza sintomi; uno stadio intermedio di lieve deterioramento cognitivo; e una fase finale caratterizzata da sintomi di demenza. I criteri del 1984 riguardavano solo uno stadio della malattia: lo stadio finale della demenza.

Occorre andare oltre i criteri basi per la diagnosi della demenza di Alzheimer, che non è legata solo alla perdita di memoria come primo o unico sintomo principale.

  • Si riconoscono che altri aspetti della regressione della cognizione, come la non capacità di trovare le parole o esprimere un giudizio, che possono essere compromessi. I criteri del 1984 si sono concentrati sulla perdita di memoria come caratteristica emergente centrale della demenza di Alzheimer.
  • Riconoscere il potenziale uso dei biomarcatori, indicatori di malattie cerebrali sottostanti, per diagnosticare il morbo di Alzheimer. Tuttavia, le linee guida affermano che i biomarcatori devono essere utilizzati quasi esclusivamente nella ricerca.

Proprio nell’ambito dell’attenta ricerca di nuovi sintomi che possono dimostrare il lento ma progressivo arrivo della demenza legata all’Alzheimer, uno studio recentissimo metterebbe in evidenza, incredibilmente, che la malattia può essere associata alla mancata percezione di determinati odori.

Un accurato studio pubblicato su Diabetes Research and Clinical Practice ha concluso che la disfunzione olfattiva predice lo sviluppo di demenza nei pazienti anziani con diabete di tipo 2.