Super Bonus 110, truffe per milioni di euro allo Stato: cosa succede adesso

L’Italia ha introdotto “il generoso” credito d’imposta del Super Bonus 110% nel 2020, quando la pandemia infuriava e l’economia doveva essere stimolata a ripartire.

Il Movimento 5 Stelle in particolare aveva fatto una campagna per facilitare l’enorme sovvenzione, al fine di rilanciare l’industria edile e allo stesso tempo per modernizzare il parco edilizio arretrato e obsoleto del nostro paese.

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Il sussidio è costato allo Stato italiano dal 2020 oltre 38 miliardi di euro.

Solo adesso la nostra politica si accorge di aver avallato dei privilegi eccessivi e di averlo fatto con troppa leggerezza.

“Le truffe con cui siamo alle prese, sono tra le più grandi che questa Repubblica abbia mai visto”: lo aveva detto il ministro delle Finanze italiano Daniele Franco ai giornalisti a Roma.

Il premier Mario Draghi aveva ammesso: “Siamo in questa situazione perché abbiamo messo in piedi un sistema che prevede pochissimi controlli”. I vertici politici italiani hanno parlato di un mega-sussidio per l’edilizia, che difficilmente esiste in nessun altro Paese: il cosiddetto “Superbonus 110” permette ad alcuni proprietari di immobili in Italia di sostituire le loro caldaie, fare isolamento termico, installare impianti solari impianti e rendere la casa antisismica senza pagare un centesimo.

Ma quanti, ci chiediamo oggi, erano nella posizione legittima di ricevere le risorse?

Certo, il conto salato è stato facilitato dal fatto che l’Italia riceverà quasi 14 miliardi di euro dal fondo europeo per la rilanciare ripresa per aumentare l’efficienza energetica.

Oggi, non è una esagerazione, paghiamo lo scotto, tutti, di queste scelleratezze.

La magistratura italiana ha ora confiscato crediti d’imposta per 2,3 miliardi di euro per sospetto di frode, come ha riferito ancora Draghi.

Le stime dicono che i danni potrebbero ammontare anche a 4 miliardi di euro.

Oltre alla frode, ci sono stati anche massicci aumenti di prezzo per i lavori sull’efficienza energetica. Inoltre, molte società di costruzioni di dubbia provenienza sono entrate nel settore.

Secondo una ricerca del “Corriere della Sera”, ogni giorno nella seconda metà dello scorso anno sono entrate sul mercato 64 nuove imprese.

Il caso più emblematico è quello scoperto dalla Guardia di finanza. Sono state messe sotto sequestro cifre relative ai crediti fiscali ottenuti con false fatturazioni da parte di altre tre aziende fittizie. Si tratta di lavori mai commissionati e tanto meno eseguiti. Per cui scatta il sequestro preventivo di beni, denaro e azioni. Compresi i crediti presenti nel “cassetto fiscale” di tutte le aziende coinvolte nello scandalo. Un vero e proprio raggiro allo Stato.