Reddito di Cittadinanza, i furbetti hanno le ore contate: ecco perchè

Il Reddito di Cittadinanza, ovvero il sussidio per chi palesemente conduce un regime di vita che sfiora se non addirittura “tocca con mano” povertà e indigenza, ha cambiato di certo, sotto molti aspetti, le nostre vite.

Non si può negare, che per chi ne ha davvero bisogno il sussidio ha rappresentato e rappresenta una vera manna dal cielo. Non rivoluziona la tua vita, ma ti consente certo una entrata dignitosa che prima non avevi.

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Nella lotta alla diseguaglianza sociale e al contrasto del fenomeno in particolare dei nuovi poveri, ha rappresentato una novità assoluta per il nostro Paese.

Da una parte il Governo le prova tutte per salvaguardare gli interessi di quei cittadini in palese difficoltà economica, anziani, famiglie con minori a carico disabili. Sono loro la priorità della politica economica e sociale dell’esecutivo Draghi in un momento del genere così delicato per il Paese.

Dall’altra parte, se la crisi incombe e mina ogni giorno le nostre certezze: e in tal senso lo Stato non può fare a meno di “stringere le maglie” dei controlli per arginare sul nascere l’illegalità.

Il problema di fondo è che in questi ultimi anni, le autorità hanno “scovato” sempre più furbetti, che erano riusciti a farsi assegnare il Reddito pur non avendone diritto.

Ed è proprio per tutelare gli interessi di quella fascia di cittadini che vive in reale difficoltà, che in questo 2022 si prevede un nuovo modello di controlli incrociati che si preannuncia come una vera e propria “dichiarazione di guerra” ai furbetti.

Ministero della Giustizia, Inps, e poi Fisco, Guardia di Finanza: l‘occhio delle autorità competenti sarà molto più vigile, per coloro che di fatto commettono illeciti potrebbe non esserci scampo.

Il meccanismo dei controlli sul reddito di cittadinanza si è fatto quindi decisamente più rigoroso. È diventato infatti operativo il protocollo tra INPS e Ministero della Giustizia per lo scambio di informazioni.

Solo un maggior numero di controlli sui soggetti che percepiscono il reddito e sulla loro reale situazione possono consentire di portare alla luce quelle verità nascoste legate ad un “sottobosco” di illegalità che di fatto danneggia il Paese.

Vanno colmate alcune lacune nel dialogo tra le varie amministrazioni interessate.

Si chiamano sistemi di interoperabilità: altro non sono che controlli incrociati tra Inps e Ministero della Giustizia. Si saprà adesso tutto di tutti, sia per chi riceve già, che per chi invia solo la domanda.