Il prezzo del carburante non smette di salire, ecco come il governo aiuterà i cittadini

Il costo del carburante continua a salire nel nostro paese e il governo a breve si troverà di fronte a una decisione da prendere. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. 

Il costo del carburante non smette di salire nel nostro paese. A nulla sembrano valsi i tentativi del governo, che attraverso il taglio delle accise varato ad Aprile e in seguito prorogato, aveva tentato di calmierare dei prezzi che ormai risultano insostenibili per tantissimi cittadini che non sanno più come fare per pagare la bolletta.

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Il rischio di ritornare ai prezzi record che si erano registrati nel mese di Maggio, quando il carburante aveva superato quota 2,30 euro al litro, è insomma altissimo. 

Il costo del carburante adesso è più alto di quando è iniziata la guerra in Ucraina

Anche perchè al momento, il costo di benzina e diesel risulta addirittura più alto di quando è iniziato il conflitto in Ucraina. Utilizzando il servito, attualmente la benzina costa circa 1,90 euro al litro e se non ci fosse lo sconto voluto dal governo, il suo costo in realtà sarebbe molto più alto, pari a 2,20 euro al litro. Basta solo che il carburante continui ad incrementare il suo prezzo fino a 20, 30 centesimi in più di quella attuale, che la situazione ritornerà drammatica come si era già percepito due mesi fa.

Ed è per questo che l’esecutivo guidato da Mario Draghi sta riflettendo sulle prossimo mosse da fare per aiutare i cittadini, e una delle ipotesi sul tavolo dei ministri, è quella di prorogare nuovamente il taglio delle accise prendendo atto di una situazione che al momento non sembra migliorare. Alcune associazioni a tutela dei consumatori hanno addirittura chiesto in questi giorni al governo di riflettere sulla possibilità di aumentare ancora l’importo di questo sconto, andando dunque oltre il 25 centesimi previsti, alla luce di aumenti che non accennano minimamente a diminuire. Il problema, come sempre, è il costo elevato che una misura del genere porta con sé. 

Il governo riflette se prorogare il taglio delle accise, ma resta il problema di come finanziare la misura

Se ad esempio Draghi decidesse di optare per un’estensione di questa proroga fino alla fine dell’estate, dovrebbe poi trovare circa due miliardi di euro da destinare a questa causa. E da qualche parte, il governo si ritroverebbe invece costretto a dover tagliare o ridimensionare nell’importo altri fondi. Una delle ipotesi su dove reperire le risorse necessarie a questa nuova proroga l’ha lanciata il sottosegretario all’economia Maria Cecilia Guerra.

La donna ha infatti dichiarato che la politica sta ad esempio riflettendo sulla possibilità di utilizzare l’extra gettito derivante dall’Iva per finanziare una nuova proroga.Una misura che si renderebbe sostenibile per le finanze dello stato, in primo luogo perché quest’anno nel primo trimestre, si sono registrate somme più alte che in passato, e i fondi risultano aumentati di circa sei miliardi rispetto all’anno precedente. 

Gli obiettivi di deficit richiesti dall’Europa saranno comunque rispettati dall’Italia nonostante l’emergenza

Anche perché il governo dovrebbe comunque riuscire a tenere fede comunque a tutti gli impegni economici e di bilancio presi con l’Europa. E questo significa, che anche utilizzando questi fondi per prorogare il taglio delle accise, l’obiettivo di non superare il 5,6 per cento del deficit, resterebbe comunque perseguibile.

Non un dato da poco in quanto forse in molti dimenticano che il patto di stabilità non è stato cancellato per aiutare le nazioni a difendersi dalle conseguenze economiche della pandemia, ma semplicemente sospeso. Non bisogna poi dimenticare che al momento il taglio delle accise è una misura che è servita anche a proteggere la domanda interna, e fare dunque in modo che i consumatori non smettessero di spendere a causi del carovita e del costo del carburante.