Pensioni 2022, stop alla legge Fornero: la nuova proposta sconvolge tutti

La riforma delle pensioni 2022 si apre con le parole del Segretario generale della Cgil di Reggio Emilia, Cristian Sesena, sulla legge Fornero.

La riforma delle pensioni è un argomento che ciclicamente torna alle luci della ribalta sui quotidiani di tutta Italia con una cadenza pressoché ciclica.

pensioni
Adobe Stock

Il probelma principale di queste riforme è che non vengono mai attuate, o comunque mai nei termini proposti dal sindacalista di turno, e che quindi rimangono troppo spesso un argomento di cui parlare quando se ne sente notizia.

Riforma pensioni 2022: stop alla legge Fornero

Il Segretario generale della Cgil di Reggio Emilia, Cristian Sesena, ha parlato proprio della necessità di attuare una riforma delle pensioni in questo periodo buio, tra la pandemia di coronavirus e l’attuale conflitto in Ucraina, poiché questi due ultimi eventi stanno creando una “tempesta perfetta il cui prezzo rischia di scaricarsi su lavoratori e pensionati”.

Come riportato da reggiosera.it, Sesena crede che “l’introduzione di un salario minimo non è un tabù se lo si fa coincidere con una legge sulla rappresentanza che stronchi il fenomeno dilagante dei contratti pirata”. Discorso diverso quando si parla di pensioni che invece , secondo il sindacalista, dovrebbero essere rivalutate in attesa di traguardare una riforma di sistema più equa in grado di superare le storture della legge Fornero.

La Cgil ha dichiarato di essere pronta ad un raffronto tra le parti per determinare una soluzione migliore al problema: “Stiamo organizzando assemblee sul territorio e in città con chi rappresenta la società civile e amministra il territorio, per aumentare il livello di partecipazione e consapevolezza dei cittadini. Per fare rete e fare sentire la voce di chi non rinuncia ad essere protagonista di un cambiamento sociale profondo”.

Quest’anno sembra l’anno giusto per la riforma delle pensioni anche perché le varie emergenze che vanno succedendosi stanno gravando pericolosamente sul Governo, il quale è costretto a considerare alcune riforme come ineluttabili. Non solo perché esplicitamente richieste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ma perché la riforma delle pensioni 2022 è un qualcosa di assolutamente improrogabile. Proprio per questo motivo è stata avanzata la richiesta di un pensionamento anticipato a 64 anni di età, con almeno 20 anni di contributi, e con una penalizzazione sull’assegno pensionistico del 3% per ogni anticipato.