Prezzi folli, fotovoltaico a rischio in tutta Europa: cosa sta succedendo

La produzione degli impianti fotovoltaici adesso è a rischio a causa dei continui aumenti sulle materie prime. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo. 

Il costo delle materie prime potrebbe continuare a salire nei prossimi mesi, stroncando quelle poche previsioni ottimistiche che erano state fatte ultimamente. L’allarme non arriva da un ente qualunque ma dagli analisti di Wood Mackenzie, che hanno spiegato chiaramente cosa aspettarsi nei prossimi mesi. I prezzi di polisilicio, alluminio e argento continueranno infatti a salire mettendo a rischio la transizione ecologica.

fotovoltaico
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Per quale motivo? Perché si tratta di tre componenti fondamentali per la produzione e realizzazione di impianti fotovoltaici. 

Se i prezzi non scendono, l’agenda verde europea per il 2030 diventerà irrealizzabile

La situazione è molto critica, e rischia di mandare all’aria l’agenda europea per un nuovo green deal inaugurata da Ursula Von der Leyen fin dai primi giorni del suo insediamento. La realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, che possano in totale produrre circa 420 GigaWatt di energia, sarà inevitabilmente messa a rischio se i prezzi delle materie prime continuano a salire a questo ritmo.

Ci sono tantissimi settori commerciali, in cui a causa di questi aumenti, si sono ritrovati a fare dei preventivi che hanno una valenza temporale massima di quindici giorni. Un esempio che rende bene l’idea di quanto i prezzi stiano cambiando in continuazione. L’accordo siglato dall’Unione Europea per il 2030 si chiama REPower Ue ed è stato pensato e siglato con il chiaro scopo di decarbonizzare l’industria del vecchio continente nei prossimi decenni. 

L’aumento del prezzo delle materie prime non dipende dal conflitto in corso in Ucraina

Ma sarà davvero difficile pensare a una sua piena attuazione, se il costo delle materie prime non scende. Tutti fattori che hanno spinto la Wood Mackenzie a evidenziare come la produzione del fotovoltaico è seriamente a rischio:  “L’iniziativa REPowerEU ha il potenziale per aggiungere almeno 420 gigawatt solari entro il 2030. Tuttavia, l’aumento dei costi delle materie prime solari potrebbe diventare un ostacolo per raggiungere questo obiettivo”.

È bene però precisare che quando si fa parla del fenomeno dell’aumento incontrollato delle materie prime, non si sta facendo riferimento in alcun modo a una conseguenza economica della guerra in Ucraina, come ogni tanto si sente dire nei talk show televisivi. Questa è una semplice ed incontestabile evidenza storica: gli aumenti sono infatti in corso da circa diciotto mesi. Nell’ultimo anno e mezzo ad esempio, il polisilicio ha visto il suo prezzo triplicare, mentre alluminio, acciaio e rame, hanno invece subito maggiorazioni di circa il 30 per cento rispetto a diciotto mesi fa. 

Aumenti materie prima, le dichiarazioni dell’analista senior di Wood Mackenzie

L’analista senior di Wood Mackenzie, ha dichiarato in merito: “La spinta globale a eliminare gradualmente i combustibili fossili e passare a fonti di energia più pulite ha guidato l’innovazione e le politiche che hanno portato a un’enorme riduzione dei costi nel settore del solare fotovoltaico negli ultimi due decenni. Tuttavia, l’anno scorso, una tempesta perfetta di interruzioni dovute al covid, una rapida ripresa della domanda dagli impianti fotovoltaici, tariffe di trasporto in rapido aumento e prezzi elevati delle materie prime solari hanno fatto crescere i costi dei moduli di oltre il 20%. I prezzi globali delle materie prime chiave come il polisilicio, l’argento, l’alluminio, il rame e l’acciaio hanno tutti raggiunto i massimi pluriennali”.