Rincari, tra 40 giorni rischiamo di non trovare più questo prodotto al supermercato

A causa della guerra in Ucraina, i rincari alimentari stanno colpendo duramente il vecchio continente. 

Il conflitto iniziato in Ucraina a fine febbraio, ci ha messo poco a portare le sue prime conseguenze economiche all’interno del vecchio continente, con i prezzi di tantissimi beni alimentari che sono d’improvviso schizzato verso l’alto.

rincari 40 giorni
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Uno dei casi più emblematici riguarda ad esempio il burro, che ha visto il suo prezzo al dettaglio rispetto allo scorso, subire una maggiorazione del 100 per cento.  

L’Italia è tra i paesi più colpiti dalle conseguenze economiche della Guerra in Ucraina

L’Italia è tra i paesi più colpiti da questa crisi, e uno dei primi problemi che si sono presentati a seguito della guerra e delle sanzioni che si è deciso di applicare verso la russia, riguarda l’olio di semi di cui l’Ucraina è uno dei maggiori importatori al mondo.

In primo luogo perché parliamo di un prodotto che, oltre ad essere venduto al dettaglio e utilizzato da milioni di consumatori italiani per la frittura, è anche uno degli alimenti più utilizzati dall’industria come componente essenziale per tantissimi prodotti. L’olio di semi di girasole viene anche utilizzato da tante industrie che operano nel biochimico e nell’energia, in quanto impiegati per la realizzazione dei mangimi animali. È anche particolarmente in uso tra le imprese dolciarie, per la produzione di conserve, dolci e biscotti. 

Negli ultimi anni poi, era diventato l’alimento in grado di sostituire l’olio di palma, che da alcuni anni ha iniziato ad essere considerato dai consumatori molto dannoso per la salute. Difficile capire come si muoverà adesso l’industria alimentare, ma di sicuro la situazione non è più sostenibile.

Da quando è iniziato il conflitto, il prezzo dell’olio di semi di girasole è salito del 65 per cento rispetto allo scorso anno. Ma il costo non è l’unico problema, parliamo infatti di un prodotto che fino ad adesso veniva trasporto e consegnato via mare. Un’opzione per il momento impossibile, considerato che la Guerra in Ucraina ha creato uno stop quasi totale alle esportazioni via mare. Alcune aziende stanno provando per sostituirlo adesso ad interfacciarsi con nuovi mercati in grado di offrirlo, come quello argentino.

Un’altra grande incognita, è quella riguardante il prossimo raccolto in Ucraina per la nuova produzione di olio di semi. Le semine si sono infatti fatte a conflitto in corso, e non è scontato che queste restino illese dai prossimi eventi. Su questa drammatica situazione si è pronunciato di recente anche Cristian Modolo, direttore marketing e comunicazione dell’azienda Matilde Vicenzi, una delle più colpite, in quanto la sua produzione è incentrata sui prodotti da forno.

L’uomo ha spiegato che in primo luogo la questione è molto più complessa di quanto possa si possa supporre.

Questo è dovuto al fatto che la carenza non riguarda soltanto l’olio di semi ma anche la lecitina di girasole, per la quale la situazione è ancora più complessa. Quest’ultima è un ingrediente non meno importante e contribuisce alle performance organolettiche e palatali nelle nostre creme di farcitura. Se per l’olio di girasole siamo in regime di ‘scarsità’, la lecitina non è più reperibile da settimane.  Per l’olio, stimiamo di avere al massimo ancora 40 giorni di disponibilità (fino alla fine di giugno; ndr), grazie alle buone intuizioni e previsioni del nostro ufficio acquisti, tuttavia l’utilizzo è stato contingentato su produzioni per le quali la sostituzione è più complicata.