Scienza: uno studio rivela perché chi mangia cioccolato “muore di meno”

Secondo un recente studio dell’università del Maryland il consumo di cioccolato apporterebbe straordinari benefici al nostro organismo.

cioccolato
Adobe Stock

L’Istituto Nazionale del Cancro degli Stati Uniti nel Maryland ha condotto una ricerca sui consumatori abituali di cioccolato i quali sembravano vivere “più a lungo”.

Cioccolato: il grande amico dell’uomo

Lo studio condotto dall’Istituto Nazionale del Cancro del Maryland, Stati Uniti, ha portato alla conclusione che i consumatori abituali di cioccolato si vedono ridotto il rischio di morte precoce del 12%. Oltre a questo, i ricercatori hanno riscontrato una diminuzione del rischio di contrarre malattie cardiache o di avere un tumore ridotto del 16%.

La ricerca ha dimostrato ancora una volta le proprietà benefiche del cioccolato, partendo innanzitutto dalla capacità di abbassare il colesterolo cattivo e contemporaneamente abbassare la pressione sanguigna.

La diminuzione nel contrarre malattie cardiache da parte dei consumatori abituali di cioccolato deriva dalla presenza dei cosiddetti flavonoidi. Questi sono dei composti molecolari del cacao che hanno un effetto iper-tensivo, rafforzando i vasi sanguigni e le arterie e aiutandole a mantenerle in salute.

Per poter beneficiare appieno delle proprietà curative del cioccolato sarebbe preferibile consumarlo con almeno il 70% di pasta di cacao al suo interno. Questo perché grazie alla presenza di teobromina, il cioccolato fondente può agire a favore del nostro cuore rafforzandone la muscolatura, allontanando così il rischio di malattie cardiache e infarti.

Il cioccolato fu inizialmente scoperto dagli uomini partiti per la spedizione di Cristoforo Colombo, ma il primo ad importare veramente questo prezioso alimento nel Vecchio Continente fu Hernán Cortés. Quest’ultimo dopo essere stato in visita alla corte di Montezuma a Tenochtitlan, riportò in Spagna un enorme carico di cacao che l’imperatore gli aveva donato.

L’inventore vero e proprio del cioccolato che conosciamo tutti noi è però il chimico olandese Coenraad Johannes van Houten. Il processo di lavorazione del cacao di quest’ultimo, noto come “lavorazione olandese“, permetteva di miscelare più facilmente il cacao con l’acqua attraverso un trattamento dei semi di cacao con sali alcalini.