Lavorare soltanto quattro giorni a alla settimana? C’è una rivoluzione che è appena partita …

La settimana di lavoro corta è un progetto che ha come obiettivo quello di investire sulla qualità della vita e della motivazione

Settanta aziende dal 6 giugno 2022 hanno deciso di aderire all’iniziativa che consente di avere un giorno in più di riposo a settimana.

Settimana di lavoro corta
Fonte Adobe Stock

Era già nell’aria da un po’ di tempo, adesso è ufficiale. Nel Regno Unito il 6 giugno iniziata la sperimentazione della settimana di lavoro corta. Migliaia di lavoratori dipendenti di settanta imprese di diverse dimensioni e di diversi settori lavoreranno quattro giorni alla settimana anziché cinque a settimana mantenendo lo stesso stipendio.

Qualcosa di incredibile che in questa fase embrionale durerà per sei mesi in modo da verificare gli effetti sulla produttività. Il progetto pilota organizzato dal thinktank Autonomy e dalla Ong 4 Day Week Global sarà monitorato dagli esperti delle Università di Oxford e Cambridge e dal Boston College negli Stati Uniti. 

Settimana di lavoro corta: come funziona e quali benefici può comportare

In cambio del mantenimento del salario al 100% i 3.300 lavoratori coinvolti si impegneranno a mantenere la medesima produttività lavorando l’80% delle ore previste. Le società che hanno aderito volontariamente all’esperimento sono di ogni genere. Si va dalle società di marketing, alle imprese edilizie, passando per ristoranti, studi legali e piccoli negozi. 

Sotto la lente di ingrandimento ci sarà l’impatto dei nuovi ritmi di lavoro sulla salute e la qualità della vita dei dipendenti. L’attenzione sarà riposta anche sulla qualità e la qualità delle loro prestazioni per capire se sono variate o addirittura migliorate.

Questo cambiamento ha come obiettivo quello di portare benefici a tutte le parti in causa: ai lavoratori, che in questo modo avrebbero più entusiasmo, alle imprese che potrebbero contare su una forza lavoro più motivata e infine all’ambiente visto che si ridurrebbe e non di poco il pendolarismo.

Dunque una sorta di filo conduttore con quanto intrapreso per necessità nel periodo della pandemia, dove il lavoro da casa ha dato dei frutti importanti e per certi versi insperati. Una dimensione dove l’aspetto fondamentale diventano gli obiettivi aziendali da raggiungere e non il tempo impiegato per farlo. Un modo migliore per avere un vantaggio competitivo. 

Insomma, accantonato almeno per il momento il covid, si può dare sfogo all’idea già partorita in Gran Bretagna nel 2019, quando il partito laburista si era impegnato ad introdurla entro dieci anni. La fonte di ispirazione è stata però l’Islanda dove già tra il 2015 e il 2016 hanno provato a seguire questa direzione con alcune prove decisamente ben riuscite.