Le ciliegie sono tornate sugli scaffali dei supermercati europei: ma forse non ti conviene mangiarle …

È di nuovo la stagione delle ciliegie: il frutto scarlatto è tornato sugli scaffali dei principali supermercati europei, compresi quelli di casa nostra.

Per quanto appetitose possano essere, il loro colore rosso intenso può nascondere pericolose prodotti tossici.

ciliegie fonte pixabay
ciliegie fonte pixabay

Una notizia che ci coglie di sorpresa e ci rattrista. Le ciliegie sono anche un prodotto molto usato nella ristorazione.

Una ciliegia su due, infatti, risulta incredibilmente contaminata da residui di pesticidi classificati tra i più pericolosi per la salute, secondo uno studio innovativo pubblicato martedì 24 maggio dall’ONG Pesticide Action Network Europe (PAN EU).

La ciliegia non è l’unico frutto interessato; questo vale anche per quasi la metà delle pesche e pere e per un terzo delle mele.

In totale, quasi un terzo (29%) della frutta prodotta in Europa è contaminato. Numeri che sono esplosi nell’ultimo decennio: +53% in media tra il 2011 e il 2019, fino al +152% per le ciliegie e addirittura +397% per i kiwi, l’incremento maggiore.

Il rapporto di PAN Europe si basa sull’analisi dei dati del programma dell’UE per il monitoraggio dei residui di pesticidi negli alimenti.

Migliaia di campioni, prelevati in ogni stato membro dalle loro agenzie statali di controllo dei consumatori vengono utilizzati come base per i rapporti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Per l’EFSA, i dati sono “statisticamente sufficientemente rappresentativi per stimare l’esposizione dei consumatori europei a questi residui”. 

Lo studio si sofferma sui pesticidi considerati dall’Autorità “i più pericolosi”. Si tratta di sostanze sospettate di essere cancerogene per l’uomo, tossiche per la riproduzione, interferenti endocrini o che soddisfano due dei tre criteri di sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche.

La direttiva del 2009 (in fase di revisione) sull’uso dei pesticidi colloca queste sostanze più pericolose nella categoria dei “candidati alla sostituzione”.

Dal 2011 i paesi dell’UE dovrebbero sostituirli con prodotti alternativi meno dannosi per la salute e l’ambiente. L’analisi di PAN Europe va dal 2011 al 2019, l’ultimo anno per il quale sono disponibili dati. Comprende quasi 100.000 campioni (97.170 prelevati dalla polpa) di frutta fresca coltivata in Europa ed esclude i prodotti importati. In totale, sono stati rilevati 28 dei 55 pesticidi più pericolosi.

Lo studio non specifica se e in quale proporzione le concentrazioni di pesticidi riscontrate superino i limiti massimi di residui fissati dalle autorità sanitarie. 

Si tratta di una scelta deliberata di PAN Europe, soprattutto perché alcune sostanze, sospettate di essere cancerogene o interferenti endocrini, non hanno soglie di effetto, quindi possono essere dannose anche a dosi molto basse.