Smart working, un’azienda concede un bonus da sogno ai dipendenti

Panini ha deciso di riconoscere un contributo ai propri lavoratori per ogni giorno di smart working a titolo di rimborso spese. Vediamo a quanto ammonta e come funziona

Si tratta di un indennizzo voluto fortemente dai sindacati secondo cui i costi dei mezzi di produzione devono essere a carico dell’azienda e non devono incidere sui dipendenti.

Panini
Fonte Adobe Stock

Lo smart working è ormai una modalità lavorativa sempre più diffusa. Nemmeno il lento e graduale ritorno alla normalità dopo il periodo di restrizioni anti-covid sembra poter smontare questo meccanismo, che presenta notevoli vantaggi per tutte le parti in causa.

A tal proposito Panini, azienda leader nella produzione delle figurine dei calciatori ha deciso di incentivare i dipendenti che lavorano da casa. Si tratta di una novità che fa parte del nuovo contratto integrativo della storica società modenese. È stato approvato al termine di una lunga trattativa con i sindacati.

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In pratica ad ogni lavoratore viene riconosciuto un contributo di 2 euro per ogni giorno di lavoro agile compiuto a titolo di rimborso spese. Recepito quindi il principio tanto caro ai sindacati secondo cui i costi dei mezzi di produzione devono restare a carico dell’azienda senza incidere minimamente sulle spalle dei lavoratori.

Lavorare nel proprio ambiente domestico infatti comporta delle spese come quelle per luce e gas oltre che per la connessione ad Internet. Certo, consente di risparmiare sui costi di trasporto e dei pasti. Ciò però non può e non deve rappresentare una compensazione.

L’accordo prevede anche la possibilità di scegliere a inizio anno se godere dell’indennità mensa pari a 7 euro giornalieri tramite servizi di mensa diffusa. In alternativa si può scegliere di beneficiare per un ticket da 6 euro. Il titolo verrà riconosciuto anche per le giornate lavorative svolte in smart working. 

La maggior parte dei lavoratori delle sedi di Modena e Milano ha accettato il rinnovo del contratto di secondo livello. Tra i punti cardine dell’accordo siglato dai sindacati Slc/Cgil e Fistel/Cisl insieme a Rsu c’è un acconto mensile del premio di risultato di 250 euro come valore minimo, su un valore massimo del premio di risultato fino a quasi 10mila euro all’anno.