Superbonus 110, non tutti lo sanno ma sono cambiate le norme: i nuovi dati sugli investimenti

Nonostante il caos inerente le cessioni dei crediti e i paletti posti dal Governo per evitare frodi, il Superbonus 110% continua a riscuotere consensi

I dati ENEA fino al 31 maggio 2022 parlano chiaro sotto questo punto di vista. Vediamo nel dettaglio gli investimenti fatti e che cifre hanno comportato.

Superbonus 110
Fonte Adobe Stock

Il Superbonus 110% non sembra conoscere ostacoli e rimane in cima alle preferenze degli italiani. Un fattore di non poco conto se si considera i cambiamenti apportati dal Governo allo schema iniziale del provvedimento. 

La questione della cessione dei crediti e le norme antifrode non ha per niente scalfito la voglia di ristrutturare le facciate dalle palazzine e delle vilette unifamiliari. Proprio per quest’ultime si è registrato l’interesse maggiore per quanto concerne il bonus. 

Superbonus 110%: gli investimenti compiuti nonostante il cambiamento delle norme

Circa 3 miliardi in più ogni mese, così come testimoniano i dati pubblicati dall’ENEA fino a 31 maggio 2022. Stando a quanto emerso dal lavoro di ricerca effettuato dall‘Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile gli investimenti si sono attestati a 30,6 miliardi euro in aumento rispetto ai 27,4 miliardi di fine aprile.

Il numero totale di asseverazioni è passato da 155.543 a 172.450. Il totale degli investimenti per lavori già conclusi e ammessi a detrazione è pari al 70,1% per un valore di 21,5 miliardi di euro. 

Secondo i numeri riportati la categoria meno attratta da questo sistema è quella dei condomini. Appena il 15% del totale degli edifici. Le villette unifamiliari sono al 53% e gli altri edifici indipendenti al 31,5% del totale. 

Dunque i nuovi parametri disegnati dal Governo per quanto concerne il Superbonus non hanno disincentivato più di tanto i cittadini, che in buona parte hanno comunque scelto di proseguire in questa direzione.

Secondo un’indagine della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa), sono in attesa di essere monetizzati da parte delle imprese circa 2,6 miliardi di euro legati a crediti fiscali non riscossi relativi al Superbonus. Una situazione frutto dei continui cambi di regole per quanto riguarda le detrazioni fiscali. 

Una situazione che sta mettendo in crisi migliaia di aziende, nella fattispecie quelle artigiane che si ritrovano il cassetto fiscale pieno di crediti ma senza liquidità e con il rischio fallimento sempre più concreto.