Superbonus 110, attenzione ai nuovi controlli fiscali sul 730: sono ancora in corso

In merito al Superbonus 110 bisogna prestare massima attenzione all’ultima quota di detrazione o oggetto di cessione del credito

Nel frattempo la Confederazione degli artigiani lancia l’allarme fallimento per migliaia di imprese che non hanno beneficiato della monetizzazione relativa ai potenziali crediti cedibili.

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Lo scorso mese di aprile sono iniziati i controlli preventivi sulle opere edilizie già completate o in fase di realizzazione finanziate attraverso l’ormai noto Superbonus 110%. Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di una misura che consente di ristrutturare un edificio ricevendo un aiuto economico.

Il tutto però a patto che si rispettino alcuni requisiti prestabiliti. In pratica l’aiuto arriva sotto forma di credito di imposta o sconto in fattura per l’intero ammontare della spesa sostenuta a cui aggiungere il 10%.

Superbonus 110: quando scattano i controlli e come farsi trovare preparati

Bisogna però andarci cauti. Infatti le verifiche sulla regolarità dei lavori possono avvenire anche dopo anni dalla dichiarazione dei redditi nel quale è contenuta l’ultima delle quote di detrazione o l’ultima delle quote oggetto di cessione del credito. I controlli di fatto possono avvenire anche 5 anni dopo la suddetta dichiarazione.

Per quanto concerne le spese sostenute nel 2020 o nel 2021, la detrazione va calcolata in 5 quote annuali di pari importo. Per quelle sostenute nel 2022 le quote annuali diventano 4 (sempre di importo uguale).

Onde evitare problemi futuri è bene conservare tutta la dichiarazione dei redditi (Modello 730 e Modello Redditi) per i 5 anni successivi alla data di pubblicazione della documentazione stessa. Quindi facendo un esempio nel 2022 (anno di imposta 2021), la dichiarazione va presentata entro il 30 novembre 2022 e va tenuta da parte almeno fino al 31 dicembre 2027. 

A vigilare su questa situazione sarà naturalmente l’Agenzia dell’Entrate, ma non sarà l’unico organo che avrà il consenso di verificare il Superbonus. Anche l’ENEA infatti può far scattare verifiche in relazione all’analisi del tecnico abilitato a certificare i requisiti tecnici degli interventi.

In questa fase però a tenere banco è l’allarme lanciato dalla Confederazione degli artigiani sul blocco della cessione del credito. Secondo le stime i crediti fiscali delle imprese che hanno riconosciuto lo sconto in fattura e non monetizzati tramite cessione del credito ammontano a quasi 2,6 miliardi di euro. Una situazione che sta mettendo in crisi migliaia di imprese, con otre 33mila realtà artigiani a rischio fallimento con conseguente perdita di 150mila posti di lavoro.