16 giugno: è tempo di pagare la prima rata dell’Imu. Tutto quello che c’è da sapere

L’Imu è una tassa che certamente, in questo particolare momento storico, potrebbe certo contribuire a compromettere ulteriormente l’umore degli italiani, già alle prese con una quotidianità tutt’altro che allegra. 

Ma c’è anche da dire, in fondo, che chi paga l’Imu è possessore comunque di un alloggio di proprietà: anche tutto questo non significa affatto, in un tale frangente, che siano tutti gioie e che non siano risparmiati affatto “dolori”.

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La crisi economica non consente follie, in alcun modo: i 7 milioni di italiani sulla soglia dell’indigenza rappresentano un dato allarmante per uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, che naviga in piena tempesta con la riva ancora decisamente lontana. Non ci consola affatto la notizia che altri Paesi non stiano meglio di noi.

In ogni caso è tempo di scadenze: e oltre alle tasse del “tanto amato” Fisco, occorre pagare anche le imposte comunali sui beni immobili di proprietà.

Il prossimo 16 giugno, in tal senso, è una data fatidica.

IMU e TASI sono le tasse comunali italiane sugli immobili. Tuttavia, dal 1 gennaio 2020 non esiste più un pagamento distinto per la Tassa sui servizi immobiliari (TASI) in quanto è stata incorporata nell’imposta di proprietà (IMU).

Tra le iniziative del governo Monti per generare entrate aggiuntive ci fu una delle tasse più sgradite in Italia: appunto l’imposta sugli immobili.

Chiamato  IMU (Imposta municipale unica), tale prelievo colpisce chiunque risieda e possieda un immobile (quale appartamento, villa, locale commerciale, garage, terreni agricoli, ecc.) in Italia.

Salvo poche eccezioni, come gli edifici pubblici e religiosi, qualsiasi tipo di immobile è soggetto a questo tributo.

L’imposta è calcolata in base ad una percentuale del valore di ciascun immobile, e sarà riscossa dal comune in cui si trova l’immobile, con una parte dell’imposta che andrà anche allo Stato.

L’IMU scade due volte l’anno e va pagata quindi in due rate, entro il 16 giugno ed entro il 16 dicembre, con riferimento rispettivamente al primo e al secondo semestre di ogni anno.

Tra le novità, la possibilità di esentare una sola abitazione se marito e moglie hanno la residenza in due Comuni diversi.

Attenzione per la maggior parte dei casi, l’Imu non si paga sul possesso della prima casa. In linea di massima l’Imu è dovuta dal proprietario del fabbricato, esclusa l’abitazione principale (le uniche “prime case” a pagare sono quelle iscritte nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). In particolare si tratta delle cosiddette case di lusso.