Crisi del grano, l’Ue è disperata ma arriva una svolta inattesa

La crisi del grano ha messo in seria difficoltà il vecchio continente che adesso cerca delle soluzioni politiche per uscire dall’emergenza

Sarebbe sbagliato ricondurre tutti gli aumenti sui prezzi che il vecchio continente sta scontando ormai da diverso tempo, e che stanno portando al lastrico la popolazione, alla guerra in Ucraina. Sicuramente lo scoppio del conflitto ha reso il mercato delle materie prime e quello dei trasporti molto più incerto e instabile.

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Non bisogna però dimenticare che ad esempio, i rincari energetici erano già iniziati lo scorso anno e dunque nulla hanno avuto a che fare con la tremenda scelta fatta da Putin a fine febbraio. 

I bombardamenti russi hanno distrutto oltre 300mila tonnellate di grano

Diverso è invece il discorso per alcune materie prime il cui prezzo è schizzato alle stelle, e che sono invece una diretta conseguenza di quanto sta accadendo nel cuore dell’Europa con un conflitto che in queste zone, non si vedeva da decenni. È notizia di questi giorni che i bombardamenti russi avvenuti nel porto di Mykolaiv, hanno creato un danno sconvolgente. Sono state infatti distrutte oltre trecentomila tonnellate di grano.

Ma non solo, perché i media hanno riferito di danni ulteriori, con migliaia e migliaia di scorte rubate dai granai del Donbass e che sono state incamerate e trasportate direttamente nella capitale russa Mosca. L’Ucraina è tra i primi paesi al mondo per quanto riguarda la produzione di cereali, e quanto sta accadendo, rischia di diventare un altro tassello per dare inizio a una vera e propria emergenza alimentare in tutto il mondo. 

L’Unione Europea è sempre più preoccupate, e le prime soluzioni si sono rivelate un fallimento

Una situazione che sta preoccupando profondamente l’Unione Europea, che ormai da settimane, studia delle soluzioni politiche che permettano di sopperire a questa improvvisa carenza di grano. Già a maggio l’Ue aveva creato dei corridoi di grano che passavano per Lituania e Polonia, per poi essere in seguito trasportati attraverso il Mar Baltico. Ma questa scelta si è rivelata ben presto un palliativo molto poco efficace e che non ha risolto per nulla il problema dei rifornimenti.

In primo luogo perché i vagoni che si sono utilizzati per i trasporti avevano una capienza molto ridotta e dunque dunque permettevano di trasportare quantità insufficienti di grano per sopperire alla domanda che si creata negli ultimi anni. La situazione è così disperata che a un certo punto si era pensato anche di coinvolgere la Bielorussia e chiedere l’apertura di un nuovo corridoio in cui far passare il treno, senza che questa fosse intercettata da Mosca su territorio ucraino. 

Crisi del grano, potrebbe essere la Romania la nazione che salva l’Europa da questa emergenza

Una proposta che è stata subito abbandonata, perché la vicina della nazione a Putin non può in alcun modo essere messa in discussione. Proprio per discutere di questo problema, si è tenuto nei giorni scorsi un incontro molto importante tra la presidentessa della Commissione Europea Ursula von Der Leyen e il primo ministro ucraino Denys Smihal.

Un incontro che fatto venire fuori un’ipotesi che forse potrebbe contribuire a risolvere questo drammatico stallo. L’idea è infatti quella di creare un corridoio in Romania, rendendo così Bucarest la capitale di passaggio per il trasporto, che potrebbe aiutare il vecchio continente a risolvere il problema del grano.