Il costo del carburante non smette di salire: in una regione italiana situazione fuori controllo

Non smette di salire il prezzo del carburante e in alcune zone d’Italia, la situazione è già diventata molto critica, con i prezzi che stanno diventando inaccessibili per i consumatori. 

Il costo del carburante non smette di salire e se non fosse per il taglio delle accise disposto dal governo, e che al momento ha validità fino alla data dell’8 Luglio 2022, i consumatori italiani si troverebbe a fare i conti con dei prezzi su benzina e diesel fuori mercato.

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Il problema è che al momento questi continui incrementi non si interrompono e in diverse città d’Italia, il carburante ha nuovamente superato la soglia dei due euro litro, avvicinandosi pericolosamente ai prezzi record che si erano registrati nel mese di marzo, quando benzina e diesel erano andati oltre i 2,30 euro al litro. 

Rincari, il costo del carburante sale ancora e c’è una regione italiana dove il prezzo è ormai alle stelle

La situazione è particolarmente critica in Trentino, dove i distributori di diversi comuni del territorio, hanno già iniziato a registrare degli aumenti molto preoccupanti. Nella maggior parte dei paesi che si trovano tra Rovereto e Trento, il prezzo della benzina ha ormai superato da un po i due euro al litro. C’è poi un’applicazione che viene utilizzata spesso dagli abitanti del territorio che si chiama “Prezzi Carburante” e consente una rapida ricerca nella regione per capire quali sono al momento i distributori più costosi.

Tra i risultati che ne escono fuori, si può evidenziare come i sovrapprezzi più alti sono al momento in paesi come Tione o Pinzolo, il cui prezzo ha già superato i 2,10 euro al litro. La situazione è molto difficile per i consumatori italiani, e adesso sempre più politici chiedono al governo di intervenire nuovamente per calmierare i prezzi. Una delle ultime proposte è arrivata dal Partito Democratico che chiede che venga fissato un tetto massimo sui prezzi per almeno due mesi, allo scopo di evitare che il costo del carburante vada fuori controllo. 

Perchè il taglio delle accise voluto da Draghi non ha funzionato

Molti esperti sostengono che il taglio delle accise che il governo Draghi aveva varato ad Aprile e poi prorogato in quanto la situazione non migliora, sia stato sostanzialmente reso inutile dallo scoppio del conflitto in Ucraina. Questo infatti avrebbe prodotto come conseguenza quello di aumento del prezzo del gas che ha di nuovo fatto precipitare la situazione. C’è però anche da dire che altri analisti finanziari sostengono invece come ormai dallo scorso anno, questi incrementi siano dovuti soltanto alla speculazione finanziaria promossa dai grandi colossi.

Naturalmente, non è soltanto l’Italia ad essere colpita da questi rincari. In Germania infatti la situazione è molto simile, con i prezzi che non scendono nonostante anche il governo tedesco abbia optato per un taglio delle accise allo scopo di contenere i costi per i consumatori. 

Rincari benzina, anche in Germania la situazione è difficile: cosa sta facendo il governo tedesco

Uno sconto pari a un investimento di tre miliardi di euro ma che non ha sortito in alcun modo gli effetti sperati. Per questo, negli ultimi giorni il Ministro dei Trasporti tedesco, Volker Wissing, ha chiesto una riunione straordinaria al governo per discutere di questa difficile situazione. Una delle ipotesi al vaglio dell’esecutivo, è quella di fare in modo che i prezzi del carburante siano gestiti dall’ispettorato federale dei cartelli.

Un ritorno al passato che sancirebbe una rottura, anche abbastanza netta, della politica tedesca con il libero mercato.