Pensioni, governo e Inps stanno per ritoccarle: la cifra è da non credere

L’inflazione record appare oggi come un mostro enorme, contro il quale ribellarsi o combattere è impossibile. Il peggiore dei nostri incubi si è materializzato. E dopo la Pandemia, con le imprese in ginocchio, non ci attendevamo questo nuovo “ciclone” che ci ha travolti tutti, nessuno escluso.

L’aumento indicibile del costo della vita, dall’energia fino ai beni di prima necessità come il vestiario e gli alimenti, devono per forza di cose, generare un tentativo di cambiamento da parte delle istituzioni.

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Il Governo ha il dovere di tutelare i soggetti fragili, come gli anziani, i minori: deve pensare ai pensionati con “la minima”, laddove 600 euro al mese non rappresentano la soglia della povertà, ma molto peggio.

L’Istat, con l’analisi “spietata” dei suoi 7 milioni di concittadini sull’orlo dell’indigenza, non lascia spazio a dubbi. Anche perché stipendi e pensioni, inevitabilmente, rimanendo ancorate al palo, e non facendo il paio con gli aumenti indicibili del costo della vita, finiscono con il rappresentare un pericoloso boomerang che ci colpisce in pieno viso.

Il tasso di inflazione annuo in Italia è probabilmente accelerato al 6,9% nel maggio del 2022, il più alto dal marzo del 1986 e ben al di sopra delle stime di mercato di un aumento del 6,3%, rispetto a un aumento del 6% nel mese precedente, secondo le stime preliminari.

I costi sono aumentati più rapidamente per i beni energetici (42,2 per cento contro 39,5 per cento ad aprile), che sono stati i principali motori dell’inflazione recente, principalmente per l’energia non regolamentata (32,4 per cento contro 29,8 per cento).

I prezzi sono ahimè aumentati anche per il cibo (7,1 per cento contro 6,1 per cento del mese precedente), seguito a ruota da alimenti trasformati (6,8 per cento contro 5 per cento) e servizi ricreativi (4,4 per cento contro 2,4 per cento).

Il tasso annuo di inflazione core, che esclude l’energia e gli alimenti non trasformati, è aumentato del 3,3% da un 2,4% rivisto al ribasso nel mese precedente.

In questo quadro a tinte fosche, Governo e Inps stanno pensando di agire di concerto per aumentare, gioco forza, prima di tutto le pensioni degli italiani.

Si stima un probabile aumento di 50 euro: certo ben cosa, ma comunque un segnale palese che la politica ha compreso la drammaticità della situazione.

In questa occasione la rivalutazione delle pensioni svolta dall’INPS avente alla sua base i dati forniti dall’ISTAT porterà sicuramente qualche sorriso in più. Difatti la rivalutazione delle pensioni ha avuto un esito “positivo” portando così a un quanto mai atteso incremento.