In Italia è allarme ciliegie, rischiamo di non trovarle più al supermercato: cosa sta succedendo

E’ esploso un vero e proprio caso intorno alle popolari ciliegie Ferrovia, eccellenza pugliese, in merito alle quali Coldiretti ha lanciato, negli ultimi giorni, un vero e proprio grido di allarme.

Deprezzate sul mercato, ma solo per quanto riguarda il prezzo di acquisto, fino ad arrivare ad un ribasso inimmaginabile. Per poi invece raggiungere livelli di speculazione indicibili quando si tratta di approdare sulla tavola degli italiani.

Ciliegie fonte pixabay
Ciliegie fonte pixabay

Rosse, polpose, straordinarie da mangiare così, una tira l’altra. Ma meravigliose anche per marmellate.

Gli chef italiani le trasformano con le loro sapienti mani, fino a ricavarne essenze, polveri, accessori da pasticceria, frutta candita, nonché salse agrodolci per carni succulente.

Stiamo parlando delle ciliegie Ferrovia, perla di una Puglia che, da semre, si apre al mondo per la sua qualità enogastronomica, ma che, pochi sanno, vive momenti difficilissimi legati ai rincari e alle difficoltà dei produttori.

Facciamo un passo indietro. La ciliegia ferrovia è una cultivar diffusa in Italia. Esistono diverse versioni della storia dietro il nome “ferrovia”.

C’è chi dice che il primo albero sia stato piantato nel 1935 nei pressi di una stazione ferroviaria di un paese vicino a Bari, e che i residenti lo chiamassero “ferrovi” perché cresceva a pochi metri dalla banchina. La leggenda narra che per molti anni il ferroviere si occupò dell’albero e in seguito si diffuse nel sud-est barese fino a diventare la varietà principale a Turi e Conversano.

Ma queste sono favole romantiche che ahimè hanno poco a che vedere con la realtà decisamente a tinte fosche che vivono oggi i produttori della popolare ciliegia pugliese.

Pratiche sleali, deprezzamento del prodotto all’ingrosso, mancanza di mano d’opera, un vero e proprio sfruttamento per chi le raccoglie nei campi, sottopagato e trattato peggio.

Altro che film in bianco e nero con i contorni velati e caldi stile commmedia americana anni 50 con Doris Day e Rock Hudson

A denunciare le notizie poco edificanti per la terra del “sole e del mare” è Caldiretti che, a Conversano, in Puglia, riferisce che “i magazzini chiudono i cancelli e non le raccolgono.

I magazzini chiudono i cancelli e non raccolgono le ciliegie Ferrovia, con prezzi che scendono a 1/1,20 euro al chilogrammo come il caffè al bar, mentre il costo della loro produzione è quasi raddoppiato per la difficoltà nel trovare manodopera. Ma sulle nostre tavole, per averle, non devi pagare meno di 15 euro al chilo. Una brutta storia italiana!