Mutui: quanto aumenta la rata mensile per via dell’aumento dei tassi

Ecco quale sarà la scenario relativo ai mutui per le famiglie italiane dopo gli aumenti dei tassi di interesse annunciato dalla Banca Centrale Europea

Andiamo a vedere chi rischia maggiormente e di quanto aumenterà la rata mensile in base alla propria rata di mutuo. L’Ue dal canto suo ha deciso di prendere alcune contromisure.

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La decisione dell’Unione Europea di incrementare i tassi di interesse, sta ricadendo anche sugli indici a cui si rifanno le banche per determinare i canoni de mutui. Si tratta dell’Euris per il tasso fisso e dell’Euribor per i tassi variabili.

Sono parametri che crescono all’aumentare del costo del denaro e di conseguenza vanno a maggiorare anche le rate per le singole famiglie. Analizziamo la situazione nel dettaglio per capire l’andamento di questo trend. 

Mutui: per chi arriveranno gli aumenti e in quale misura

Con un aumento di 25 centesimi dell’Euribor la rata del mutuo per 200 mila euro a 20 anni accesso un a fa con tasso all’1% passerebbe da 920 euro al mese di giugno a 959 euro al mese di luglio. Con un ulteriore innalzamento a settembre ipotizzato dalla presidente della BCE da Christine Lagarde la rata arriverebbe a 998 euro al mese. 

Stando a quanto riportato da “La Repubblica”, la BCE stima che il valore dell’Euribor è destinato ad aumentare e a salire all’1,3% nel 2023 e all’1,6% nel 2024. Previsioni nettamente in contrasto con quelle di qualche mese fa, quando si riteneva che il parametro potesse rimanere in negativo fino al 2025.

Non è migliore la situazione dell’Euris, che è passato dallo 0,6% di gennaio 2022 all’1,6% di maggio. Adesso si attesta al 2,18%. Ciò significa che un mutuo ventennale a tasso fisso che a gennaio avrebbe comportato una rata mensile di 630 euro, a maggio richiedeva 690 euro. 

Facendo un altro esempio la rata di un mutuo di 140mila euro trentennale acceso costerà 105 euro in più di quella di un aperto un anno fa. Si passa da 467 euro al mese a 572 euro al mese. Purtroppo lo scenario sta profondamente cambiando rispetto a qualche anno fa, quando le condizioni relative ai tassi di interesse erano decisamente più convenienti.

Dal canto suo la BCE lo scorso 9 giugno ha annunciato che l’Unione Europea smetterà di acquistare titoli degli Stati membri per rifinanziare il loro debito e che a luglio avverrà un primo aumento dei tassi d’interesse dell’Eurosistema. Una duplice mossa che ha come obiettivo quello di riportare l’inflazione intorno al 2% dopo il record dell’8% dell’ultimo periodo.