Reddito di cittadinanza, potrai averlo anche se lavori: svolta clamorosa

La carenza di lavoratori stagionali, negli ultimi anni, ha messo letteralmente in ginocchio il Paese. In particolare nel settore della ristorazione, e del turismo, la penuria di personale rischia ancora oggi di penalizzare pesantemente le imprese che cercano una lenta e difficile risalita.

Il Governo ha forse, finalmente potremmo dire, compreso che il Reddito di Cittadinanza è come un “cane che si morde la coda” per il mondo del lavoro.

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Un “esercito” di giovani, di padri di famiglia, di donne, con una buona esperienza alle spalle ad esempio come personale di cucina e di sala, rinuncia volutamente alle offerte che piovono a dirotto dalle aziende per paura appunto di perdere il sussidio.

Per questa ragione il Governo, anche e soprattutto per tendere una mano agli imprenditori che “boccheggiano”, starebbe seriamente pensando di trovare una soluzione degnamente equilibrata per consentire a chi percepisce il Reddito di Cittadinanza di non perdere almeno parte delle risorse se accetta un contratto stagionale.

Occasione incredibile si pone di fronte al Governo: continuare a tutelare i soggetti meno abbienti e nel contempo provare a rilanciare settori allo sbando come il turismo.

Cosa sta accadendo? In poche parole, siamo di fronte all’ipotesi che chi accetterà un lavoro stagionale godrà di parte del Reddito di Base: questa è la “soluzione” allo studio dei ministeri del Turismo del Lavoro e dell’Economia per contrastare la carenza di manodopera nel settore dell’ospitalità, che soffre della mancanza di oltre 300mila lavoratori. Una vera e propria voragine da colmare.

Per coprire la carenza di manodopera stagionale dobbiamo essere pronti a valutare ogni ipotesi: lo dice in un’intervista ad una testata nazionale il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

La mancanza di lavoratori stagionali frena la ripartenza del turismo in modo davvero pesante. Se, dopo due anni di blocco più o meno totale, gli operatori alberghieri e ristoratori devono chiudere le loro attività o non accettare prenotazioni ai tavoli per mancanza di personale, significa che il fenomeno è più diffuso di quanto si pensi.

Lasciare il 50 per cento del reddito di base a chi accetta un lavoro stagionale rischia però di creare ingiustizie a danno di chi non lo prende perché ha già accettato un lavoro: eccolo arrivare puntuale, come sempre, il rovescio della medaglia.

Per questa ragione le forze politiche, come non mai, sono chiamate ad un enorme sforzo per trovare una soluzione comune che soddisfi le esigenze dell’intera collettività.