Caffè: se assunto in questo modo può provocare seri problemi di salute

Il caffè è uno dei piaceri per eccellenza della cultura italiana. Secondo alcuni studi però una determinata modalità di consumo alla lunga può essere deleteria

Al contempo esiste un piccolo escamotage che consente di poter consumare la bevanda con piacere senza doversi preoccupare oltremodo.

Caffè
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Inutile negarlo, il caffè è un vero e proprio rituale per molti italiani. C’è chi lo beve per abitudine, chi per ricaricarsi nel corso della giornata e chi semplicemente per passare del tempo in compagnia con qualcuno.

Solitamente lo si beve durante le ore del giorno, ma c’è anche chi non lo disdegna nemmeno la sera. Come in tanti altri casi però l‘eccesso può essere controproducente, soprattutto se si consuma questa bevanda in una determinata modalità.

Caffè e rischio tumori: ecco la spiegazione

L’AIRC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro) ha infatti appurato attraverso uno studio che in alcune circostanze ci sarebbe una correlazione il bere caffè e i tumori. Ciò in pratica è dovuto all’alta temperatura della stessa.

In generale l’ente ha inserito in generale le bevande calde tra le sostanze probabilmente cancerogene. Se assunte più volte al giorno per un lasso di tempo lungo si va in contro al rischio di sviluppare un tumore all’esofago. 

Per effetto di ciò sarebbe opportuno non bere spesso bevande al di sopra dei 60°. Quindi il trucchetto per ovviare a questo rischio è quello di far raffreddare il caffè prima di lasciarsi andare al piacere di sorseggiarlo.

Un buon compromesso per poter continuare a prendere il caffè senza eccessive preoccupazioni. Ad ogni modo però è sempre bene considerare altri importanti aspetti come ad esempio le complicazioni che può portare nei soggetti che devono fare i conti con ipertensione, ansia e patologie affini. 

Inoltre può comportare anomalie del ritmo cardiaco, insonnia, acidità di stomaco e tremori. Queste condizioni però vanno analizzate con un medico e non possono essere date per scontate solo per sentito dire. Il tutto infatti deve essere circoscritto nell’ambito della soggettività. Dunque se il caffè può far male ad una persona non è necessariamente detto che comporti il medesimo effetto anche ad un’altra.