Mutuo, giovani coppie sempre più in difficoltà: in cosa consistono i nuovi aumenti

Era già difficile prima, ai tempi ad esempio del Covid, immaginare per una giovane coppia di “avventurarsi” sulle cime di una montagna da scalare a mani nude, chiamata più comunemente mutuo. Figuriamoci adesso, in piena crisi economica, con l’aumento dei prestiti, e alle prese con rincari e inflazione, quali possibilità concrete hanno un uomo e una donna, precari come la maggior parte degli under 30, che volessero davvero iniziare un percorso di vita insieme.

Il costo dei prestiti per l’acquisto di una casa è salito al livello più alto degli ultimi tre anni. Un aumento che è iniziato da tempo e che potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, quando la Banca Centrale Europea probabilmente alzerà ancora il costo del denaro.

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Proviamo a fare un esempio concreto. Il signor Rossi stipula un mutuo a tasso fisso di 100mila euro per comprare casa. Se l’avesse fatto un anno fa, avrebbe speso una cinquantina di euro in meno al mese. È questo l’effetto concreto dell’aumento dei prezzi dei prestiti per l’acquisto di una casa, iniziato pochi mesi fa e ora certificato dalla Banca d’Italia.

Tassi ipotecari a tasso fisso superiori al 2%

A marzo, infatti, il Taeg, che oltre al tasso di interesse in senso stretto comprende gli altri oneri applicati dalle banche, si è attestato in media al 2,01 per cento, livello che non si vedeva da agosto 2019. Lontano dalle quote di dieci anni fa (quando era sopra il 4 per cento) o i tempi della crisi finanziaria del 2008 (allora superava il 6 per cento), ma è un campanello d’allarme per chi ora pensa di comprare un tetto (la rata, ovviamente, non cambia per chi ha un vecchio mutuo a tasso fisso mentre le variabili crescono ma restano basse).

Il costo del prestito aumenterà

Ma perché questi aumenti dopo tanti anni di condizioni favorevoli? Perché la Banca Centrale Europea, che ha già tagliato lo stimolo all’economia, dovrebbe (forse a luglio) alzare il costo del denaro (a zero dal 2016) per contrastare l’inflazione, a sua volta dovuta ai prezzi dell’energia aggravata dalla guerra in Ucraina. Con questa strategia i prezzi dovrebbero raffreddarsi, riducendo l’impatto sugli stipendi, ma chiedere soldi in banca diventa davvero più costoso e oltre tutto complesso.

I titoli di Stato pagano di più

Ci sono anche altri effetti: gli interessi (ormai quasi nulli) sul risparmio dovrebbero salire un po’ (ma non in grado di contrastare l’inflazione). I rendimenti dei titoli di Stato crescono a dismisura.