Lo compriamo ogni giorno ma il prezzo sta schizzando alle stelle: cosa dobbiamo aspettarci

La situazione dei prezzi di alcuni beni di necessità è precipitata con l’inizio della guerra. Tra questi c’è anche quello del latte, ma il quadro potrebbe addirittura peggiorare

A rendere ancora più complicata la situazione potrebbero essere le sanzioni imposte dall’Ue alla Russia che entreranno in vigore a breve.

prezzo latte
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Tra i tanti prodotti che nell’ultimo periodo hanno subito dei consistenti aumenti di prezzo c’è senz’altro il latte. Nel giro di poche settimane è aumento di circa 30 centesimi al litro. Basti pensare che all’ingrosso in soli 6 mesi è passato da 36 centesimi di euro a 60 centesimi.

L’intero comparto industriale lattiero-caseario hanno subito gli effetti delle sanzioni imposte alla Russia dall’Unione Europea in seguito alla guerra. Per effetto di ciò dovrà fronteggiare dei costi di produzione più alti di circa 2 miliardi di euro.

Prezzo latte: ecco lo scenario che potrebbe palesarsi nelle prossime settimane

Un trend che ha radici ancor più profonde che è iniziato lo scorso settembre e non si è ancora fermato, così come dichiarato da Assolatte. Tutte le parti in causa hanno avuto dei danni a partire dagli allevatori, passando per gli industriali fino ad arrivare al consumatore finale.

L’associazione ha inoltre denunciato che il prezzo del burro è praticamente raddoppiato mentre l’aumento medio dei prodotti sarà nell’ordine del 10%. Alcune aziende agricole già versano in condizioni critiche per via dell’aumento dei costi di produzioni non coperti adeguatamente dai ricavi.

Il presidente della Centrale del Latte d’Italia Angelo Mastrolia ha invece esternato il suo disappunto contro le sanzioni adottate dall’UE nei confronti della Russia e teme ulteriori effetti nei prossimi mesi. A tal proposito ha dichiarato che a causa dei rincari del gas e del petrolio il costo dell’energia per produrre il latte è aumentato di sette volte. Ad aprile il prezzo è cresciuto addirittura del 10%.

Altro fattore che sta incidendo sulla situazione è il costo dei foraggi così come precisato dall’amministratore delegato del Gruppo Sabelli Angelo Galeati. A suo parere hanno inciso le scelte effettuate in ambito agricolo (come ad esempio destinare parte della produzione mondiale di mais alla produzione del bioetanolo) e ciò ha contribuito all’aumento dei prezzi sia dei prodotti che dei mangimi. A rendere la situazione ancor più insostenibile è la decisione dei produttori tedeschi che hanno deciso di vendere a prezzi maggiorati il latte in polvere alla Cina.