Pagamenti elettronici, sanzioni per chi non le accetta: ci siamo, la data

È stata anticipata l’introduzione delle sanzioni per gli esercenti che non accettano pagamenti elettronici con carte di credito e di debito 

Il termine era fissato al 1 gennaio 2023, adesso la scadenza è dietro l’angolo. Che importo si rischia di dover sborsare in caso di transazione rifiutata.

Pagamenti elettronici
Fonte Adobe Stock

Le transazioni con carte o altri strumenti elettronici rappresentano ormai il futuro. Lasciarsi il contante alle spalle negli anni a venire sta diventando sempre più un obiettivo a livello mondiale.

In Italia negli ultimi anni sono stati mossi passi da gigante in tal senso. Prima con il Cashback di Stato (revocato poi dopo 6 mesi) e poi con l’introduzione del limite di pagamento in contanti che dal 1 gennaio 2023 dovrebbe tornare a 999,99 euro. 

A quanto è stato anticipata l’introduzione delle sanzioni per chi rifiuta pagamenti elettronici

Un ulteriore importante passaggio potrebbe essere l’anticipo delle introduzioni delle sanzioni per i commercianti che rifiutano i pagamenti con carte di credito o altri meccanismi simili.

Si tratta di una misura del pacchetto di norme fiscali inserite in un decreto di attuazione di alcuni obiettivi del Pnrr approvato di recente dal Consiglio dei ministri. La data designata è quella del 30 giugno 2022 e va a sostituire quella del 1 gennaio 2023 stabilita precedentemente.

Andando nel dettaglio a partire dal giorno sopracitato per chi rifiuta i pagamenti elettronici è prevista una sanzione amministrativa di 30 euro per ciascuna transazione negata. A questa si aggiunge una parte variabile corrispondente al 4% del valore dell’operazione negata. 

L’obbligo vale per tutti i soggetti che effettuano attività di vendita di beni e di prestazione dei servizi, anche professionali a prescindere dalle mansioni aziendali. Insomma, una svolta importante che favorisce i consumatori che così possono evitare di dover prelevare contanti nel momento in cui ne sono sprovvisti.

L’altra faccia della medaglia è quella dei gestori delle attività che si ritrovano a dover pagare delle commissioni su ogni vendita. Ciò naturalmente comporta un lieve abbassamento degli incassi sul singolo prodotto o prestazione. Alla lunga però può risultare piuttosto consistente.

Per effetto di ciò alcuni esercenti non sono sempre troppo propensi a questa soluzioni. In alcuni casi decidono (sbagliando) di non accettare pagamenti con carta per importi piuttosto bassi.