Fatturazione elettronica, dal 1 luglio cambia tutto: cosa dobbiamo aspettarci

Le imprese che fanno parte dei Paesi Ue, su indicazione precisa della Commissione Europea, devono far fronte a un contesto di conformità fiscale sempre più complicato, soprattutto per quanto riguarda il modo in cui gestiscono le fatture.

Molte delle modifiche più complesse ruotano attorno a uno standard emergente chiamato “sdoganamento delle fatture”, che richiede alle aziende di emettere fatture in un formato leggibile dalla macchina e di farle convalidare da amministratori fiscali o fornitori in outsourcing, prima di inviarle ai clienti.

fatturazione elettronica
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I requisiti per rispettare la fatturazione elettronica obbligatoria variano a seconda della giurisdizione e le aziende con operazioni transfrontaliere devono determinare come affrontare efficacemente questo mosaico di obblighi. Può sembrare un compito arduo.

Con tutto ciò, vogliamo chiarire alcune caratteristiche di base del panorama, incluso come funziona un modello di liquidazione delle fatture, in che modo i formati di fatturazione elettronica differiscono in tutta Europa e quali cambiamenti dovrebbero aspettarsi le aziende dai diversi paesi dell’UE nei prossimi anni.

Un modello di liquidazione delle fatture fornisce alle autorità fiscali la visibilità di una transazione non appena si verifica e prima che la fattura venga emessa al destinatario. È più efficiente dei tradizionali obblighi di dichiarazione fiscale periodica, che trasferiscono i dati all’amministrazione fiscale su base mensile o trimestrale.

Questo ritardo, tra transazione e rendicontazione, rendeva un tempo difficile per le autorità fiscali rilevare transazioni sospette.

I paesi dell’UE utilizzano una gamma di formati di fatturazione elettronica: PEPPOL BIS, OIOUBL, Facturae, Factur-X, XRechnung, ZUGFeRD, Svefaktura e molti altri.

Sebbene possano assumere molte forme, le fatture devono essere tutte conformi alla norma europea per la fatturazione elettronica (EN 16931) sviluppata dal Comitato europeo di normalizzazione.

Per implementare un modello di liquidazione delle fatture, i paesi devono prima ottenere l’autorizzazione dalla Commissione europea. Italia, Francia e Polonia sono gli unici ad averlo ricevuto finora. 

L’Italia applica la fatturazione elettronica obbligatoria dal 2019, ma la normativa entra di fatto in vigore, per una serie di cavilli, solo dal luglio di quest’anno e vede esenti solo coloro che non superano un reddito di 25mila euro, per i quali l’obbligo comunque scatterà dal 2024.

Il numero di paesi dell’UE che annunciano l’intenzione di introdurre la fatturazione elettronica obbligatoria nelle transazioni B2B è destinato a crescere secondo le stime della Ue.

In Italia l’obbligo riguarderà tutti gli autonomi con regime forfettario, comprese ditte individuali. E anche coloro che esercitano professioni sanitarie, come infermieri liberi professionisti.