Quanto sta rischiando l’economia italiana? Lo spread è alle stelle: la previsione del Financial Times

L’inflazione rappresenta un nemico agguerrito da combattere e paesi come l’Italia, nel pieno di una “tempesta perfetta”, devono compiere enormi sacrifici per contenerla.

Da una parte, infatti, c’è la lotta serrata al caro-vita: aumenti dei carburanti, rincari energetici. Le famiglie e le imprese rappresentano il tessuto sociale, che va sostenuto, va difeso. Le voragini vanno in qualche modo risanate gradualmente, non tappate.

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Dall’altra parte, si susseguono settimane difficilissime, una dopo l’altra, per l’economia Ue, con la Bce “costretta” ad alzare i tassi di interesse.

Ed è per questa ragione che una Italia che deve affrontare anche le conseguenze, pesantissime, della crisi russo-ucraina, vede salire il proprio punteggio spread oltre i 230.

Cosa significa tutto questo? Cosa vuol dire per una nazione, a livello finanziario, quando lo spread arriva a questi livelli?

Significa che rispetto ai titoli di stato meno rischiosi dell’area euro, ovvero in questo caso i bund tedeschi, i nostri titoli di Stato sono diventati più rischiosi. Per essere appetibili quindi, devono offrire un rendimento molto più alto di quelli tedeschi e quindi offrire a chi li acquista un tasso di interesse più alto.

C’è da dire che la maggior parte dei rendimenti obbligazionari della zona euro ha toccato nuovi massimi pluriennali lunedì, poiché il disagio per l’aumento dei tassi di interesse per domare l’inflazione ha dominato la scena.

E’ accaduto in una settimana in cui la Banca centrale europea dovrebbe confermare l’imminente aumento dei tassi.

I rendimenti obbligazionari dell’Europa meridionale, guidati dall’Italia, erano scesi all’inizio della sessione: tutto questo accadeva dopo che la BCE stava pianificando un nuovo programma di acquisto di obbligazioni per aiutare le economie vulnerabili.

Il rendimento delle obbligazioni a 10 anni dell’Italia, che la scorsa settimana ha registrato il suo più grande balzo settimanale da marzo 2020, è sceso fino a 10 punti base prima di risalire.

Ma alla fine ha raggiunto il 3,43%, il livello più alto dalla fine del 2018. I rendimenti obbligazionari tedeschi hanno raggiunto nuovi massimi da otto anni, con i rendimenti dei Bund a 10 anni in aumento all’1,33%, in rialzo di 5 punti base rispetto alla giornata con i mercati incapaci di tremare slancio ribassista.
Secondo il Financial Times, questa settimana la BCE rafforzerà il suo impegno a sostenere i mercati del debito degli Stati membri vulnerabili se dovessero essere colpiti da una vendita di obbligazion,i mentre la banca centrale si prepara comunque a partecipare a un ciclo globale di rialzo dei tassi.